Una nuova positività al virus della West Nile è stata registrata nel Campidano di Oristano: si tratta di una donna settantaduenne, il diciassettesimo caso umano di Febbre del Nilo nella provincia nel 2025. Dopo il ricovero all’ospedale San Martino, la paziente è stata dimessa e ha fatto ritorno a casa, mentre le autorità sanitarie hanno subito attivato le procedure di sicurezza previste in questi casi.
Il dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria, diretto dalla dottoressa Maria Valentina Marras, ha immediatamente avviato un’indagine epidemiologica e circoscritto l’area intorno all’abitazione della donna, estendendo la disinfestazione a un raggio di 200 metri per ridurre il rischio di nuovi contagi. Nelle settimane precedenti erano stati registrati altri sedici casi, che hanno coinvolto persone di età compresa tra i quaranta e i novanta anni: dodici di loro sono ancora ricoverati, mentre quattro sono già tornati a casa.
La Febbre del Nilo non dispone di vaccino né di terapia specifica, e per questo la prevenzione resta l’arma più efficace. Le autorità ricordano che occorre proteggersi dalle punture di zanzara e ridurre le possibilità di riproduzione degli insetti: eliminare ristagni d’acqua da sottovasi, secchi, barili o piscine, trattare tombini e pozzetti con prodotti larvicidi e controllare grondaie e cisterne.
Per difendersi dalle punture, inoltre, è consigliato schermare porte e finestre con zanzariere, utilizzare repellenti cutanei, evitare aree con acqua stagnante, soprattutto all’imbrunire e durante la notte, e indossare abiti chiari con maniche e pantaloni lunghi nelle ore di maggiore attività delle zanzare.
Le autorità sanitarie sottolineano quanto sia importante la collaborazione dei cittadini, soprattutto per tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione. In una provincia dove i casi continuano a registrarsi, la prudenza e l’attenzione alle misure preventive restano fondamentali per limitare la diffusione del virus.
