
L’intervista al bodybuilder Alessandro Moracini.
Alessandro Moracini, 39 anni, originario di Sassari, è uno sportivo e imprenditore nei settori edile e delle pulizie, con tre grandi passioni: pesca, caccia e palestra. Nel bodybuilding ha trovato la sua sfida più importante: conquistare la prestigiosa Pro Card, il pass per diventare professionista e realizzare il suo sogno sportivo. Non sono mancati momenti difficili, segnati da imprevisti che lo hanno spinto a pensare di arrendersi. Tuttavia, proprio grazie a questo sport è riuscito a superare la crisi, ritrovando forza e determinazione per proseguire il suo cammino.
Qual è stata la motivazione principale che l’ha spinta a intraprendere il percorso nel bodybuilding?
“La spinta a iniziare questo sport è arrivata quando vedevo altri bodybuilder esibirsi in gara: desideravo quel fisico imponente anche per me. Così ho deciso di mettermi sotto subito. All’inizio non è stato facile, soprattutto perché pretendevo tutto e subito, e questo atteggiamento non mi aiutava. Vedevo gli altri già muscolosi e ben strutturati, mentre io ero ancora magro. Poi un grande bodybuilder mi ha fatto un discorso importante su come affrontare questo percorso con serietà e senza fretta. Da lì ho iniziato a ottenere i primi risultati, ed è cominciato davvero il mio cammino da bodybuilder. Oggi sto preparando una delle gare più importanti in Italia, con un obiettivo chiaro: conquistare la famigerata Pro Card, il pass per diventare professionista. Ce la metterò tutta per riuscire in questa impresa”.
Quali consigli darebbe a chi desidera avvicinarsi per la prima volta al mondo del bodybuilding?
“Iniziare con un obiettivo ben chiaro su ciò che si desidera raggiungere è fondamentale. Da lì, affrontare ogni allenamento con serietà, dedizione e spirito di sacrificio permette di costruire risultati solidi nel tempo. Il bodybuilding richiede costanza e impegno, ma i progressi ripagano ogni sforzo con grande soddisfazione”.
Che cosa rappresenta per Alessandro Moracini questa gara e quali obiettivi si è posto?
“Per me questa gara rappresenta il sogno che ho sempre coltivato: diventare un professionista. Raggiungere questo obiettivo significherebbe non solo realizzare un traguardo personale, ma anche aprire una nuova strada fatta di sfide ancora più grandi. Vorrei migliorarmi continuamente e acquisire quella marcia in più che oggi sento di non avere, ma che, con impegno e dedizione, sono certo di poter conquistare. È un passo decisivo verso ciò che desidero essere davvero. La mia mente è completamente focalizzata sull’obiettivo, e poco importa quanto dovrò soffrire o quanti sacrifici saranno necessari: io voglio quel pass. È il mio sogno da sempre, qualcosa in cui credo profondamente. Per realizzarlo darò tutto me stesso, senza riserve, mettendoci cuore, anima e tutta la determinazione possibile”.
C’è un atleta o una figura di riferimento che la ispira particolarmente?
“Sì, si chiama Andrea Presti ed è per me l’esempio perfetto di questo sport. Solo ascoltare le sue parole ti sprona a dare il massimo in palestra. Non è solo un grande atleta, ma anche un motivatore straordinario, come mai avevo visto prima nella mia vita. La sua forza e determinazione sono fonte di ispirazione continua per chiunque voglia migliorarsi”.
Come gestisce la pressione e le aspettative che accompagnano una competizione di alto livello?
“Le competizioni mi sono sempre piaciute e ho imparato a gestire l’ansia da prestazione, evitando che prenda il sopravvento. So bene che è proprio questa ansia a far commettere errori. Per me il motto è semplice: sali e spacca, cioè dare il massimo senza lasciarsi sopraffare dalle emozioni. Questo atteggiamento mi ha sempre aiutato a mantenere la concentrazione e a ottenere i migliori risultati”.

