Areus Sardegna, le associazioni attendono risposte dalla Regione

Le associazioni Areus senza risposte dalla Regione Sardegna.

Dopo l’incontro regionale del 23 aprile che ha visto riunite le associazioni convenzionate con il sistema di emergenza urgenza 118 della Sardegna insieme ad Areus e alle reti Anpas, Avis e Misericordie, non risultano ancora riscontri da parte della Regione. Il confronto, ampio e partecipato, aveva messo al centro le condizioni operative e organizzative del sistema, con particolare attenzione alla sua sostenibilità economica e all’applicazione del Decreto legislativo 117 del 2017 relativo al Codice del Terzo Settore.

Una valutazione condivisa da parte delle organizzazioni coinvolte.

Nel corso della riunione era emersa una valutazione condivisa da parte delle organizzazioni coinvolte, secondo cui il modello attuale dell’emergenza urgenza regionale si troverebbe sotto forte pressione. Le associazioni hanno richiamato un insieme di criticità che riguardano l’aumento dei carichi di lavoro, la copertura economica ritenuta non adeguata rispetto ai costi effettivi, la progressiva riduzione dei volontari disponibili e il peso crescente delle responsabilità in capo ai presidenti delle realtà associative. In questo quadro, le associazioni hanno evidenziato difficoltà organizzative e amministrative che incidono sulla sostenibilità complessiva del servizio.

Si applicano alcune procedure amministrative in modo non coerente.

Dal confronto le associazioni rilevano che alcune procedure amministrative non rispettano pienamente lo spirito e le previsioni del Codice del Terzo Settore. A questo si aggiungerebbero criticità nei flussi di pagamento e nella gestione della rendicontazione, con particolare riferimento alla corretta valorizzazione dei costi reali previsti dalla normativa vigente. Le associazioni hanno quindi sottolineato la necessità di superare interventi temporanei o soluzioni emergenziali, ritenendo necessario un cambiamento strutturale che consenta di abbandonare il sistema dei rimborsi forfettari e garantire maggiore trasparenza e stabilità economica, oltre a un pieno riconoscimento del ruolo del volontariato organizzato.

Le parole della presidente Anpas Sardegna.

Nel dibattito è intervenuta Lucia Coi, presidente Anpas Sardegna: “È arrivato il momento di superare definitivamente logiche emergenziali e proroghe infinite che svuotano di significato la riforma del Terzo Settore. Il volontariato non chiede privilegi né risorse forfettarie, ma il pieno riconoscimento del proprio ruolo, attraverso regole chiare, criteri di accesso trasparenti e un sistema di rendicontazione equo. Le nostre organizzazioni rappresentano un presidio di prossimità nei territori che non può essere ignorato o ridotto a semplice supporto operativo: è una funzione sociale essenziale che merita dignità, coerenza normativa e applicazione concreta delle leggi esistenti”.

Le criticità che vive quotidianamente la Misericordia.

Sulla stessa linea si è espresso Giovanni Mura, presidente Misericordie d’Italia Sardegna: “Il senso di questa riunione è semplice e al tempo stesso fondamentale: mettere insieme, in modo trasparente e condiviso, le criticità che le nostre associazioni vivono quotidianamente nei territori. Non siamo qui per sospendere i servizi né per creare contrapposizioni, ma per aprire uno spazio di confronto reale su problemi che troppo spesso non trovano ascolto. Il volontariato sta attraversando una fase complessa: carenza di volontari, difficoltà organizzative, responsabilità crescenti e un progressivo indebolimento degli strumenti di sostegno e valorizzazione. Questa è un’occasione per costruire una posizione comune e chiedere con forza che il sistema istituzionale torni ad ascoltare chi, ogni giorno, garantisce servizi essenziali alle comunità”.

Tra le associazioni convenzionate con l’Areus c’è anche l’Avis Sardegna.

Un ulteriore contributo è arrivato da Antonio Dettori, referente 118 Avis Sardegna: “La richiesta di un modello chiaro di rendicontazione, la definizione precisa dei costi del servizio e il riconoscimento adeguato delle figure operative rappresentano elementi essenziali per superare l’attuale condizione di incertezza. Allo stesso tempo, è necessario tutelare le responsabilità dei dirigenti associativi, oggi esposti a rischi significativi non sempre compatibili con la natura volontaristica del sistema. È evidente come il volontariato non possa continuare a supplire in modo strutturale alle carenze organizzative del servizio pubblico, ma debba essere valorizzato all’interno di un impianto normativo stabile, che garantisca continuità assistenziale ai cittadini e dignità a chi opera quotidianamente nel sistema dell’emergenza-urgenza”.

La necessità di proseguire con un percorso comune e coordinato.

Al termine dei lavori, le organizzazioni presenti hanno condiviso la necessità di proseguire con un percorso comune e coordinato, finalizzato alla definizione di una posizione unitaria da sottoporre alle istituzioni regionali. È stata quindi prevista la redazione di un documento condiviso che raccolga le principali criticità del sistema e le proposte di revisione dell’attuale modello convenzionale. Il testo dovrà essere completato entro il 27 aprile e successivamente sottoscritto in forma digitale da tutte le realtà coinvolte entro il 30 aprile, prima dell’invio formale alla Regione Sardegna.

La richiesta di un incontro alla Presidenza della Regione per aprire un confronto.

Parallelamente, le associazioni hanno chiesto un incontro alla Presidenza della Regione per aprire un tavolo di confronto sul futuro del servizio 118 e sulla revisione complessiva delle convenzioni in essere. Le associazioni hanno inoltre dato mandato di valutare eventuali strumenti di tutela sul piano legale in relazione alle criticità amministrative e ai ritardi nei processi di liquidazione, con attenzione all’applicazione del Codice del Terzo Settore e ai criteri di rendicontazione dei costi reali.

Prioritario rafforzare il coordinamento tra le reti associative dell’Areus Sardegna.

Nel quadro delle decisioni assunte, le associazioni hanno ritenuto prioritario rafforzare il coordinamento tra le diverse reti, per superare la frammentazione e presentare alle istituzioni un fronte unitario. Le organizzazioni hanno infine ribadito che l’intento non è quello della contrapposizione, ma dell’apertura di un confronto strutturato con la Regione, orientato alla continuità e alla sostenibilità del servizio di emergenza urgenza e alla valorizzazione del ruolo del volontariato sanitario. In assenza di riscontri concreti nei tempi indicati, non viene esclusa la possibilità di ulteriori iniziative condivise a tutela della tenuta complessiva del sistema.

Informazioni su Pietro Serra 1462 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.