Il caso delle presunte assunzioni pilotate nella ex Assl Oristano.
Nel processo scaturito dall’inchiesta Ippocrate, che indaga su presunte assunzioni e concorsi pilotati nell’ex Assl 5 di Oristano durante la gestione del Partito dei Sardi, si è entrati nella fase delle arringhe difensive. Dopo quattro anni di dibattimento, le difese hanno cercato di smontare le accuse formulate dal pubblico ministero Marco De Crescenzo, che aveva richiesto condanne da tre a nove anni per cinque imputati, mentre alcune posizioni sono cadute per prescrizione o a seguito della riforma Cartabia sui termini dell’abuso d’ufficio.
Il reato di abuso d’ufficio è stato cancellato.
Tra le parti civili, l’avvocato Paolo Raffaele Tuffu, rappresentante della vecchia Ats, ha chiesto un risarcimento di mezzo milione di euro per il danno d’immagine subito dall’azienda sanitaria, proponendo anche una provvisionale da quantificare. Ha inoltre annunciato che, in caso di condanna, porterà la questione del risarcimento davanti al tribunale civile. Diversamente, l’avvocato Salvatore Casula ha rinunciato a intervenire per la dirigente Barbara Collu, poiché il reato di abuso d’ufficio è stato cancellato.
Contestate le date indicate dall’accusa.
Al centro delle difese è emersa la posizione di Gavina Agnese Caterina Canalis, responsabile dell’agenzia interinale E-Work di Sassari. Accusata di aver favorito richieste nominative di personale, la sua difesa ha sottolineato che il contratto con l’Assl non prevedeva obblighi specifici riguardo criteri oggettivi di selezione. L’avvocato Massimiliano Ravenna ha evidenziato come qualità e idoneità del personale fossero gli unici requisiti richiesti, citando la Cassazione che aveva escluso violazioni contrattuali simili. Inoltre, ha contestato le date indicate dall’accusa, sostenendo che il contratto era cessato un anno prima di quanto dichiarato.
L’assenza di prove sulle presunte assunzioni pilotate nella ex Assl Oristano.
La posizione di Gianni Piras, ex direttore delle professioni sanitarie accusato di nomine pilotate con legami politici, è stata difesa evidenziando l’assenza di prove concrete. I difensori hanno inoltre sottolineato il suo curriculum professionale superiore. I legali hanno inoltre rimarcato la trasparenza delle procedure e la possibile prescrizione di alcuni fatti. Infine, l’avvocato Francesco Marongiu ha chiesto l’assoluzione per Nicola Contarini, ritenendo infondate le accuse sul suo ruolo nell’agenzia Tempor.
