
L’aumento del prezzo di gas e acqua in provincia di Oristano.
Le famiglie della provincia di Oristano devono affrontare un’impennata dei costi di gas e acqua, senza precedenti negli ultimi anni, che sta mettendo a dura prova i bilanci domestici e le attività produttive.
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L’aumento del prezzo del gas Gpl segue un’andatura continua.
L’incremento dei prezzi del gas Gpl nel 2026 ha seguito una traiettoria rapida e continua, amplificata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai recenti sviluppi della guerra nel Golfo Persico, con particolare attenzione alla situazione in Iran. Questi fattori internazionali hanno avuto un effetto diretto anche in Sardegna, incidendo in modo significativo sul costo di una delle principali fonti energetiche domestiche.
Le famiglie hanno osservato aumenti consistenti.
Fin dai primi mesi dell’anno le famiglie hanno osservato aumenti consistenti. A marzo il prezzo del Gpl è salito di 0,05 euro per chilogrammo, seguito da un incremento più rilevante ad aprile, pari a 0,32 euro per chilogrammo. A questi rialzi si aggiungono le imposte che gravano sulle bombole, variabili in base alla capacità: le bombole da 10, 15 e 20 chilogrammi sono soggette a un’Iva del 10%, mentre quelle da 25 chilogrammi raggiungono un’aliquota del 22%. Il combinato tra aumento dei prezzi e tassazione comporta per molte famiglie un aggravio economico non trascurabile, con rincari che in alcuni casi possono superare i 5 euro per una bombola da 15 chilogrammi, rendendo la gestione delle spese domestiche un vero e proprio stress finanziario.
La preoccupazione degli operatori del settore.
Secondo gli operatori del settore, l’instabilità nel Golfo Persico influisce immediatamente sui mercati energetici mondiali, causando variazioni dei prezzi che si manifestano rapidamente. In questo scenario, le famiglie sarde e i piccoli consumatori risultano tra i più colpiti, dovendo affrontare aumenti improvvisi e una spesa complessiva in crescita. Gli esperti avvertono che se le tensioni internazionali dovessero protrarsi, potrebbero verificarsi ulteriori rincari, rendendo necessario seguire con attenzione l’andamento dei costi e valutare strategie per contenerli.
Oltre il gas aumenta anche il prezzo dell’acqua in provincia di Oristano.
Non meno preoccupante è la situazione relativa al costo dell’acqua grezza, recentemente aumentato del 24,6% da Enas. L’onorevole Emanuele Cera, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha commentato la decisione definendola “una stangata senza precedenti che rischia di travolgere l’intero sistema economico della Sardegna”. L’esponente politico ha già depositato un’interrogazione urgente alla Giunta regionale, denunciando quella che considera una scelta “sbagliata, fuori tempo e pericolosa”. Nel documento, Cera evidenzia come l’aumento sia lineare e indiscriminato, interessando tutte le categorie, dal civile all’agricolo e all’industriale, senza lasciare margini di eccezione. “I numeri sono impietosi e non lasciano spazio a interpretazioni: aumenti lineari, automatici e indiscriminati su tutte le categorie. Civile, agricolo, industriale. Tutti colpiti, senza eccezioni. È una misura che colpisce chiunque produca, lavori o semplicemente viva in Sardegna”, si legge nell’atto depositato.
La decisione della Giunta regionale appare tardiva.
Il consigliere non si limita alla denuncia economica, ma alza il livello dello scontro politico, mettendo in relazione l’aumento dei costi con le tensioni internazionali. “Nel pieno di una crisi economica internazionale, con energia e carburanti alle stelle e tensioni geopolitiche che stanno bloccando perfino le rotte strategiche come lo Stretto di Hormuz, la Regione cosa fa? Aumenta il costo dell’acqua. Una scelta che ha dell’incredibile”. Secondo Cera, la decisione della Giunta regionale appare dunque non solo tardiva, ma anche potenzialmente dannosa per l’intero tessuto produttivo sardo.
La preoccupazione per le aziende agricole e imprese industriali della Sardegna.
Particolarmente preoccupante è l’impatto sul comparto agricolo, già provato da una serie di difficoltà strutturali. “Qui non stiamo parlando di numeri astratti. Stiamo parlando di aziende agricole e zootecniche già in difficoltà, che ora si vedono arrivare un ulteriore aumento su una risorsa vitale. Questo significa una cosa sola: meno produzione, meno reddito, meno competitività, maggiori chiusure”. Il settore primario, secondo il consigliere, rischia di subire un colpo irreversibile se non verranno adottate misure correttive immediate, con effetti a cascata sull’occupazione e sulla sicurezza alimentare locale.
Anche le imprese industriali non sono risparmiate dall’impatto degli aumenti. “Le imprese si troveranno a pagare di più per produrre. È inevitabile: aumenteranno i costi, si ridurranno i margini e si freneranno gli investimenti. Il risultato? Meno competitività e più rischio occupazionale”. L’aumento dei costi dell’acqua e del Gpl rischia dunque di trasformarsi in un freno allo sviluppo economico dell’isola, penalizzando non solo le aziende esistenti ma anche eventuali investitori interessati a insediarsi in Sardegna.
Servono scelte coraggiose per sostenere il sistema economico.
Il consigliere oristanese contesta la gestione politica della crisi energetica e idrica, denunciando superficialità e mancanza di lungimiranza. “In una fase così delicata servono scelte coraggiose per sostenere il sistema economico. Qui invece si opera con leggerezza e si decide di imboccare la strada opposta: così facendo si procura un grave danno a cittadini e imprese con un aumento secco, uniforme, senza alcuna tutela”. La sua critica si concentra sulla necessità di adottare provvedimenti che tengano conto delle diverse categorie di utenza e che prevedano una gradualità negli aumenti, evitando di scaricare tutto il peso economico su chi già affronta difficoltà.
Da qui deriva la richiesta precisa alla Giunta regionale: fermare immediatamente l’aumento e rivedere le tariffe con criteri di equità e gradualità. Continuare sulla strada intrapresa significherebbe, secondo Cera, mettere in seria difficoltà l’intera Sardegna produttiva, compromettendo la tenuta economica dell’isola. “Questo aumento va fermato, serve una revisione immediata, con criteri di equità e gradualità. Continuare su questa strada significa mettere in difficoltà l’intera Sardegna produttiva”.
L’acqua è vita ed è indispensabile.
La chiusura del suo intervento rappresenta un affondo politico diretto, in cui il consigliere richiama l’importanza vitale dell’acqua come risorsa fondamentale per la vita, il lavoro e lo sviluppo economico. “L’acqua è vita, è lavoro, è sviluppo. Trasformarla in un costo insostenibile è una scelta che rischia di avere conseguenze gravissime. Se qualcuno pensa che la Sardegna possa reggere un altro colpo del genere, sta facendo un errore gravissimo che i sardi non si possono davvero permettere”.
Le conseguenze dovute al rincaro di gas e acqua in provincia di Oristano.
Gli effetti di questi aumenti si estendono quindi ben oltre le singole famiglie. La combinazione di rincari del gas Gpl e del costo dell’acqua rischia di compromettere la sostenibilità delle piccole e medie imprese, minacciando posti di lavoro e investimenti, e mettendo in difficoltà l’intero sistema economico provinciale. In questa fase, gli operatori economici e le famiglie si trovano a dover fare i conti con un contesto complesso e incerto, in cui le decisioni politiche assumono un ruolo determinante nel definire la resilienza della comunità locale e la capacità di affrontare le sfide globali.

