Il dibattito sul modo in cui vengono organizzati e finanziati gli eventi di fine anno assume contorni diversi tra Oristano e Sassari, mettendo in luce approcci amministrativi e reazioni politiche non sovrapponibili. Da una parte una discussione sviluppata nelle sedi istituzionali, dall’altra una contestazione che cresce fuori dall’aula consiliare, in assenza di un confronto formale.
Nel capoluogo arborense il tema è arrivato in Consiglio comunale, dove il sindaco Massimiliano Sanna è intervenuto per ricostruire l’iter seguito per il concerto di Capodanno in programma in piazza Roma, che vedrà protagonista il rapper milanese Fedez. La risposta dell’amministrazione è stata articolata e dettagliata, con l’obiettivo di ribadire la legittimità delle scelte compiute e, allo stesso tempo, preannunciare ulteriori controlli. Il primo cittadino ha chiarito che la somma di 154 mila euro liquidata non rappresenta un guadagno per l’agenzia incaricata, ma include il compenso dell’artista, che viene versato attraverso un intermediario per garantire la disponibilità della data. Un costo influenzato dal periodo festivo, notoriamente caratterizzato da cachet più elevati, e dal richiamo mediatico dell’evento. Sul fronte del Durc, uno dei passaggi più contestati, il sindaco ha escluso irregolarità, spiegando che un documento in fase di rilascio non equivale a una posizione non conforme e sottolineando come le tempistiche degli enti previdenziali non sempre si allineino con quelle degli spettacoli dal vivo.
A Sassari, invece, la discussione si sviluppa in un clima diverso. Il Comune ha destinato 1 milione e 150 mila euro a un’organizzazione con sede in città senza attivare una procedura di evidenza pubblica, scelta giustificata dall’esperienza trentennale del soggetto incaricato e dalla valutazione dei requisiti professionali. All’organizzatore è stata affidata la gestione complessiva dell’evento di Capodanno, con l’esclusione dei chioschi interni all’area dei concerti. Questa parte sarebbe stata assegnata a un gestore esterno, indicato come vicino a un esponente politico locale, che avrebbe contattato numerosi operatori della ristorazione. A questi sarebbe stata prospettata la possibilità di ottenere uno spazio, ma con richieste economiche comunicate solo verbalmente, senza contratti o documenti formali. Proprio l’assenza di accordi scritti avrebbe portato all’esclusione di diversi operatori, alimentando un malcontento che continua a crescere, mentre dall’opposizione non sono arrivate prese di posizione ufficiali né richieste di chiarimento.
