Cresce la presenza militare russa nel mar Mediterraneo

Navi da guerra

Persiste nel Mediterraneo la permanenza del sottomarino russo classe Kilo B-261 “Novorossiysk” (uno dei più silenziosi al mondo tra i sottomarini di epoca sovietica) e del rimorchiatore MB-119 J. Grebelsky. A questi si è aggiunta anche la nave da intelligence V. Leonov, specializzata in operazioni SIGINT ed ELINT, entrata in acque internazionali del Mediterraneo già da aprile e la Corvetta “Boikiy” in rotta verso la Siria a scorta di un convoglio denominato ” Syrian Express” (Fonte Itamilradar). Oltre ad antenne di intercettazione, la nave da intelligence Viktor Leonov dispone di un sistema radar subacqueo per individuare obiettivi sottomarini ed è equipaggiata con un armamento antiaereo a corto raggio.

Le operazioni russe sono in corso da circa un mese e hanno visto succedere diverse fasi. Nella prima metà del mese di luglio si è registrato il trasferimento di unità navali di superficie verso il Mediterraneo centrale, monitorato da navi e aerei della NATO. A partire dalla seconda metà di luglio sono iniziate operazioni subacquee nelle aree a sud di Cipro, lungo le coste orientali della Cirenaica e, più a est, fino alle acque egiziane, arrivando sino a quelle tra la Striscia di Gaza e quelle della costa israeliana ( Fonte Itamilradar). Queste attività avrebbero incluso il monitoraggio di unità navali dell’ Alleanza Atlantica, oltre alla sorveglianza e monitoraggio del traffico mercantile russo della cosiddetta “Shadow Fleet”, impiegata per aggirare le sanzioni nei confronti della Federazione Russa, nel Mediterraneo.

Negli ultimi giorni del mese di Luglio, presumibilmente tra il 24 e il 28 luglio, il rimorchiatore russo ha effettuato una sosta logistica ad Alessandria d’Egitto, per poi dirigersi verso nord.

Le prossime attività del sommergibile potrebbero riguardare il monitoraggio del “Gruppo d’Attacco di una Portaerei”, il cd Carrier Strike Group, guidato dalla portaerei USS Gerald R. Ford, ( Fonte Itamilradar) attualmente schierato nel Mediterraneo centrale, con un transito precedente a Sud della Sardegna prima di entrare nello Stretto di Sicilia. Fonti open source qualificate sottolineano che non esiste una minaccia navale russa immediata nell’area, trattandosi di operazioni di sorveglianza ordinaria delle imbarcazioni in transito in acque internazionali. Tuttavia, come osservano analisti e addetti ai lavori, il transito di unità russe – in particolare del sottomarino e del rimorchiatore – attraverso lo Stretto di Sicilia rappresenta un segnale strategico e un banco di prova tattico-logistico, ben preciso, nei confronti della Nato, dell’Europa e dell’Italia, dove la base di “Sigonella” costituisce già dal periodo della “Guerra Fredda”, un avamposto fondamentale per la sorveglianza aeronavale nel Mediterraneo.

Di rilievo anche la missione condotta il 29 luglio da un Atr P-72A ( fonte itamilradar) dell’Aeronautica Militare italiana (matricola MM 6229), che ha operato sul Mediterraneo orientale con finalità di sorveglianza e probabilmente anche attività d’intelligence SIGINT, spingendosi fino alle acque al largo della Siria. L’area sorvolata ospita attualmente le unità navali russe descritte. Una missione di questo tipo, simile a quelle svolte dai droni di sorveglianza statunitensi, è ritenuta necessaria per monitorare le attività militari di un Paese ostile che potrebbero costituire un rischio per la sicurezza internazionale.

Informazioni su Angelo Azara 7 Articoli
Analista in geopolitica, intelligence, sicurezza nazionale e internazionale ed esperto in criminalità organizzata.