Il flash mob per dire no alla guerra a Gaza si terrà a Oristano.
Un grido contro la violenza e l’inerzia internazionale si leverà a Oristano da piazza Eleonora, venerdì 16 maggio alle ore 18, dove un flash mob pacifico darà voce alla richiesta di un immediato cessate il fuoco a Gaza. L’iniziativa, promossa spontaneamente da un gruppo di cittadini e cittadine oristanesi, nasce dalla crescente preoccupazione per la drammatica escalation in corso nella Striscia di Gaza e dalla volontà di esprimere pubblicamente indignazione e dolore per quanto sta accadendo.
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La società civile non può restare spettatrice davanti alla tragedia umanitaria.
Il flash mob è stato organizzato attraverso la chat del comitato “Prima gli esseri umani”, prima di diffondersi rapidamente in altre conversazioni e gruppi social, a testimonianza del bisogno diffuso di rompere il silenzio e mobilitarsi in nome della pace. A motivare l’appello degli organizzatori è la convinzione che la società civile non possa più restare spettatrice davanti a una tragedia umanitaria che, secondo alcune fonti, avrebbe già causato oltre 200 mila vittime, tra quelle direttamente colpite dai bombardamenti israeliani e quelle decedute a causa delle devastanti condizioni sanitarie, della fame e del blocco degli aiuti imposto ormai da settimane.
Le parole degli organizzatori del flash mob di Oristano contro la guerra a Gaza.
“Come cittadini sentiamo il dovere di mobilitarci per richiedere la immediata sospensione dei brutali attacchi condotti da Israele per volontà del primo ministro Netanyahu, contro la popolazione civile palestinese – affermano gli organizzatori –. Un genocidio che, secondo alcuni osservatori, avrebbe già causato oltre 200 mila morti, fra quelle causate dalle operazioni di guerra e quelle legate alle condizioni sanitarie e di denutrizione imposte, e che, in spregio a ogni convenzione internazionale ha raggiunto il suo culmine con il blocco imposto da Israele, da alcune settimane, agli aiuti umanitari. Con il rischio ormai prossimo di epidemie e di una carestia fra gli abitanti di Gaza, uomini, donne e bambini, con questi ultimi che sono ormai la metà della popolazione. Particolare apprensione suscita inoltre ora l’annuncio dell’invasione totale di Gaza, arrivato in questi giorni da premier israeliano Netanyahu”.
Un monito contro il silenzio delle istituzioni.
La manifestazione sarà anche l’occasione per denunciare la colpevole passività delle istituzioni, nazionali e internazionali, accusate di non intervenire con fermezza per fermare una strage che si consuma sotto gli occhi del mondo. Gli organizzatori rivolgono un invito esplicito a tutte le componenti della società, dalle autorità civili e religiose alle associazioni, dalle rappresentanze sociali fino ai semplici cittadini, affinché prendano posizione con determinazione e si uniscano in una voce comune per chiedere la fine immediata delle ostilità, la liberazione degli ostaggi di entrambe le parti e il ripristino di condizioni di vita umane per la popolazione di Gaza, ormai ridotta allo stremo. Alla base dell’appello, una richiesta semplice ma urgente: fermare il massacro. E un’esortazione aperta a chiunque creda nel valore della pace e dell’umanità a partecipare e a non voltarsi dall’altra parte.
