
La gaffe dell’animalista sulla Fiera di Ollastra.
Sui social network si è riacceso il dibattito dopo un nuovo intervento di Enrico Rizzi, che ha pubblicato un post in cui prende posizione sulla Sardegna e sulla Fiera di Ollastra, accompagnando il messaggio con la fotografia di un allevatore che tiene una pecora per le zampe.
Il post di Enrico Rizzi contro la Fiera di Ollastra.
Nel contenuto diffuso online, lo pseudo influencer animalista ha esteso la sua critica all’isola nel suo complesso, sostenendo una lettura fortemente negativa delle condizioni in cui verrebbero trattati gli animali. Nel post si legge: “Oristano/Sardegna: la terra dove puoi violare i più elementari diritti degli animali perché nessuno ti contesta nulla. Neanche i reati. In una ‘fiera regionale’ nessun organo di polizia è intervenuto per spiegare a questo soggetto (definirlo tale è per me già tanto) che gli animali non si trattano come schiavi e vanno gestiti in modo umano, non disumano. Che schifo. Che vergogna. Qualcuno non riesce proprio ad evolversi”.
Gli insulti contro la Sardegna e gli allevatori.
Il messaggio ha generato una lunga scia di insulti sui social. Tra questi, una donna che scrive da Napoli, Patrizia Maione: “Che vergogna, sono tutti colpevoli. Ma possibile che nessuno, dico nessuno, ha mosso un dito per far smettere questo troglodita schifoso?”. Un altro intervento è arrivato da Anna Terrusi, dipendente della Asl Taranto: “La Sardegna è il luogo più triste della morte di Gesù. Peggio della Puglia. Poveri animali, per loro esistono solo per essere mangiati. Peggio degli uomini di Neanderthal”. Tra i commenti comparsi sotto il post figura anche quello di Elena Pellegrini, che ha affermato: “Tua madre andava messa così prima che ti partorisse. Bella mia Sardegna, posti incredibili popolati, da persone per bene, ma per la stragrande maggioranza da trogloditi ignoranti e insensibili che proprio non vogliono evolversi”.
La pecora è stata visitata da diversi veterinari presenti alla Fiera di Ollastra.
In parallelo alla diffusione del post, è stata riportata anche una diversa ricostruzione dei fatti legati all’immagine pubblicata. A intervenire è stato Ignazio Murgia, che ha offerto una spiegazione sul contesto della scena ritratta: “Di fronte a quella pecora vi erano quattro veterinari che valutavano la mammella, visto che si trattava di animali in selezione e doveva essere attribuito un punteggio agli individui migliori. Come la si dovrebbe posizionare per avere la migliore visione? Non distinguete una pecora da una capra (vi è capitato parecchie volte) e vorreste dare consigli a chi con una una laurea in medicina veterinaria in mano si occupa di selezione?”.
Le critiche rivolte alla Sartiglia e la smentita.
Il dibattito sui social si inserisce in una serie di precedenti interventi pubblici dello stesso Rizzi. Nel mese di febbraio aveva espresso critiche legate al coinvolgimento degli animali nelle manifestazioni tradizionali e all’uso di petardi, commentando la morte di un cavallo durante la Sartiglia. In seguito, le verifiche effettuate dalla Asl di Oristano avevano attribuito il decesso a cause naturali, specificando che la morte della cavalla era stata causata da un aneurisma dell’arteria polmonare, evento improvviso e non collegato a fattori esterni o alla manifestazione.
L’attacco contro gli allevatori.
Lo scorso anno era stato pubblicato un ulteriore intervento rivolto agli allevatori sardi, nel quale si faceva riferimento a presunte richieste di aiuto provenienti dal comparto zootecnico. In quel caso non erano emerse tracce o riscontri pubblici delle richieste citate. La narrazione proposta era stata diffusa dallo stesso Rizzi sui social, accompagnata da una posizione critica verso alcune pratiche di gestione degli animali, senza distinguere tra contesti differenti. L’influencer, che in diversi suoi post inserisce anche un link per l’abbonamento alla propria pagina al costo mensile di 4,99 euro, continua a esprimere pubblicamente la propria visione, spesso regalando ai lettori delle gaffe memorabili.

