Sotto indagine il premier Giorgia Meloni.
Secondo quanto riferito dalla premier Giorgia Meloni, i fatti legati al caso dell’arresto e successivo rimpatrio di Almasri, che l’hanno fatta finire sotto indagine, sono ben noti. La Corte penale internazionale, dopo una lunga riflessione, ha emesso un mandato di cattura nei confronti del capo della polizia di Tripoli, ma ciò è avvenuto curiosamente proprio nel momento in cui la persona in questione stava per entrare in Italia. Quest’ultimo, dopo aver soggiornato senza problemi in altri tre Stati europei per circa dodici giorni, si è trovato coinvolto in una situazione complessa quando la richiesta della Corte non è stata trasmessa al Ministero della Giustizia italiano. Di conseguenza, la Corte d’Appello di Roma ha deciso di non procedere alla convalida del mandato di cattura.
Il Governo italiano ha optato per l’espulsione immediata di Almasri.
A quel punto, secondo la ricostruzione della premier, il Governo italiano ha optato per l’espulsione immediata di Almasri, ritenuto un rischio per la sicurezza del paese. Meloni ha chiarito di aver preso questa decisione, utilizzando un volo apposito, come misura di sicurezza, simile a quelle adottate in altri casi analoghi. Tuttavia, a seguito dell’accaduto, la Procura ha avviato un’indagine nei confronti della stessa premier, del sottosegretario Mantovano e di due ministri.
Giorgia Meloni si difende affermando di non essere ricattabile.
La premier ha poi ribadito con fermezza la sua posizione, dichiarando di non essere ricattabile e di non farsi intimidire, pur consapevole che la sua azione possa averle procurato nemici tra coloro che non desiderano un’Italia più forte e sicura. Meloni ha concluso il suo intervento affermando che, nonostante le difficoltà, intende proseguire nel suo cammino a difesa della sicurezza nazionale, a testa alta e senza paura.
L’informativa riguarderà l’arresto e il rimpatrio di Almasri.
Nel frattempo, la vicenda ha portato alla convocazione di un’informativa in Senato, prevista per domani, da parte dei ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi. L’informativa riguarderà l’arresto, il rilascio e il rimpatrio di Almasri, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità.
Il caso di presunti reati commessi da membri del Governo.
Secondo la legge costituzionale del 1989, nel caso di presunti reati commessi da membri del Governo, il procuratore della Repubblica ha l’obbligo di trasmettere gli atti al tribunale dei ministri se le indagini riguardano le funzioni ministeriali. Questo è esattamente ciò che è accaduto con la denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti, e ha portato il procuratore di Roma, Michele Lo Voi, a inviare un avviso di garanzia alla premier Meloni, al sottosegretario Mantovano e ai ministri coinvolti.
