Giuseppe Pintus, la tradizione sarda tra fisarmonica e balli

Giuseppe Pintus, la tradizione sarda tra chitarra e fisarmonica

L’intervista a Giuseppe Pintus di Seneghe.

Giuseppe Pintus, 33enne di Seneghe, è uno dei musicisti più conosciuti dell’Oristanese, un volto familiare nelle piazze sarde dove, con la sua chitarra e fisarmonica, anima le serate di balli cantati, le feste religiose e civili. La sua passione per la musica, che spazia dal canto sardo alla fisarmonica, è cresciuta con lui e oggi si riflette nelle sue performance, caratterizzate da una profonda attenzione alla tradizione ma anche da un rinnovato stile personale. La sua collaborazione con l’amico e collega Maurizio Sellero ha contribuito a consolidare il suo nome nel panorama musicale locale, un legame che continua nella sua crescita artistica.

Come mantiene viva la tradizione musicale sarda Giuseppe Pintus nelle sue performance, restando al passo con le aspettative del pubblico moderno?

“Senza dubbio oggi il pubblico è molto esigente, specialmente per quanto riguarda il ballo sardo cantato. Essendo io originario del mondo del canto sardo accompagnato dalla chitarra, ho dovuto evolvermi e imparare a cantare e suonare anche altri stili, come il ballo. Mi sono ispirato ad alcuni punti di riferimento, ma ho cercato di creare un mio stile personale sia nel cantare che nel suonare la chitarra, senza dimenticare la fisarmonica. Sono profondamente legato alle tradizioni, quindi ho sempre cercato di mantenere viva ‘su connottu’, senza però allontanarmi da ciò che rappresenta veramente la nostra cultura”.

Che atmosfera cerca di creare durante le serate di balli cantati e quale ruolo ha la sua musica nel coinvolgere il pubblico?

“Sul palco cerco di essere il più professionale possibile, sia nel cantare e suonare che nel presentare la serata. Prestando attenzione anche all’abbigliamento, aspetto che oggi viene spesso trascurato. Durante le serate, vedere la piazza che reagisce positivamente, ballando e divertendosi, è per me l’essenza stessa del mio impegno, e mi stimola a dare sempre il massimo. Quando invece partecipo alle feste religiose con la fisarmonica, il mio ruolo è quello di accompagnare la processione e i canti religiosi, ma mi concedo anche momenti di svago, suonando al rinfresco organizzato dai comitati”.

Ha qualche aneddoto particolare legato a un’esibizione o a un’esperienza musicale che le è rimasta particolarmente impressa?

“Ce ne sono tanti. Le esperienze musicali fuori Sardegna e fuori Italia sono state momenti fondamentali per la mia crescita, soprattutto per comprendere il valore di ciò che faccio e delle nostre tradizioni, che all’estero sono considerate qualcosa di davvero prezioso. Ma anche molte feste religiose in cui ho avuto l’opportunità di suonare, come quella di San Salvatore di Cabras, sono state occasioni importanti, che mi hanno permesso di conoscere una festa meravigliosa e persone fantastiche. Un altro evento significativo è stato per me la vittoria del concorso più importante della Sardegna per il canto a chitarra, nel settembre 2022, che ha ripagato tanti sacrifici. Infine, il mio primo Carnevale a Seneghe nel 2023 come fisarmonicista è stato un’esperienza speciale, durante la quale ho avuto l’onore di succedere al mio grande compaesano Mario Feurra, fisarmonicista che stimo e ammiro profondamente”.

Pensa che la musica tradizionale stia vivendo un periodo di riscoperta tra i giovani?

“Indubbiamente le scuole di ballo sardo hanno contribuito a un forte riavvicinamento dei giovani alle tradizioni in Sardegna. Anche se noi sardi nasciamo con la cultura del ballo, del canto e di altre passioni come l’equitazione, è grazie anche alle scuole di ballo sardo – e di canto, sia a chitarra che a tenore – che molti giovani hanno ‘riscoperto’ come il divertimento possa essere vissuto semplicemente grazie a un organettista o fisarmonicista in piazza, che suona mentre tutti ballano e si divertono”.

Ha mai scritto delle canzoni tue o preferisci interpretare la musica tradizionale?

“Nel ballo cantato mi piace interpretare le poesie tradizionali che ho imparato ascoltandole cantate da altri, oppure canto poesie scritte da altri poeti, privilegiando soprattutto quelle del mio paese. Tuttavia, anche io ho scritto molte poesie che avrò modo di cantare in piazza, una volta realizzato un progetto su cui sto lavorando insieme al mio collega e amico Maurizio Sellero di Solarussa”.

Informazioni su Pietro Serra 963 Articoli
Pietro Serra nasce a Sassari il 7 aprile 1988 e cresce a Sorso, cittadina nella provincia di Sassari. Giornalista pubblicista, dal 22 gennaio 2024 è direttore del Giornale di Oristano.