
Respinta l’archiviazione dell’incidente mortale a Paulilatino.
Il 6 luglio 2024 un violento scontro tra un’auto e un gruppo di motociclisti in escursione ha stroncato la vita di tre giovani lungo la strada provinciale 11 che collega Paulilatino a Ula Tirso. L’impatto, avvenuto in corrispondenza di un dosso, fu di tale violenza da coinvolgere in sequenza più mezzi e da provocare un incendio di notevoli proporzioni, alimentato dal carburante fuoriuscito dai serbatoi. Quasi due anni dopo quel drammatico pomeriggio, il caso non è stato archiviato. La giudice Federica Fulgheri ha infatti respinto la richiesta avanzata dalla Procura e ha disposto un supplemento di indagini della durata di sei mesi, proprio per fare luce sulle incongruenze emerse tra le conclusioni tecniche e la testimonianza dell’unico motociclista sopravvissuto.
La ricostruzione dei periti.
Secondo la ricostruzione peritale, la moto guidata da Giovanni Melis, 32 anni di Gadoni, avrebbe invaso la corsia opposta, causando lo scontro frontale con la Mercedes. Una dinamica che aveva indotto gli inquirenti a ritenere che non vi fossero elementi sufficienti per contestare responsabilità penali al conducente dell’auto. Diversa è però la versione fornita da Ivano Saba, il centauro che si salvò riportando ferite. Saba ha riferito di aver visto un veicolo scuro spostarsi nella corsia occupata dalle moto fino a urtare la Honda condotta dall’amico Mario Sedda, 31 anni di Paulilatino. Proprio quella moto, secondo il suo racconto, sarebbe stata la prima a prendere fuoco dopo l’impatto.
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Le tre vittime dell’incidente mortale a Paulilatino.
Oltre a Giovanni Melis e Mario Sedda perse la vita anche Roberto Daga, 27 anni, originario della stessa zona. L’incidente si sviluppò in rapida successione: una prima collisione coinvolse una delle moto e l’auto, mentre le altre due moto finirono contro i mezzi già coinvolti. L’incendio che ne seguì richiese l’intervento massiccio dei soccorsi, con l’impiego di canadair ed elicotteri per domare le fiamme che si erano propagate rapidamente.
Un lungo periodo di indagini.
L’ordinanza della giudice Fulgheri arriva dopo un lungo periodo di indagini in cui sono stati eseguiti rilievi accurati sul luogo del sinistro, esami dei danni ai veicoli e acquisizione di tutte le testimonianze disponibili. La Procura aveva concluso che le prove raccolte non consentivano di sostenere un’accusa nei confronti dell’automobilista, chiedendo quindi l’archiviazione. La magistrata, tuttavia, ha ritenuto necessario approfondire ulteriormente il contrasto tra gli accertamenti tecnici e il ricordo diretto del sopravvissuto. Gli investigatori avranno ora sei mesi di tempo per verificare con maggiore precisione le traiettorie dei mezzi, le condizioni della visibilità in quel tratto di strada, la presenza di eventuali altri elementi e ogni dettaglio utile a comporre un quadro più definito di quanto accaduto.
L’obiettivo degli accertamenti è quello di superare le attuali discrasie.
I paesi di Paulilatino, Gadoni e dei paesi limitrofi aveva vissuto con grande partecipazione emotiva quei giorni, stringendosi attorno alle famiglie delle vittime. I tre giovani erano conosciuti e benvoluti nei loro paesi e la notizia della tragedia aveva suscitato un’ondata di cordoglio in tutta la zona. Il procedimento giudiziario resta dunque aperto. L’obiettivo degli accertamenti supplementari è quello di superare le attuali discrasie tra prove tecniche e testimonianza oculare, per ricostruire con la massima chiarezza possibile la dinamica di quel tragico impatto avvenuto nel pomeriggio del 6 luglio 2024 sulla Provinciale 11.

