
Sono cresciute del 15% le verifiche effettuate nell’ultimo anno dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Oristano sulle aziende della provincia, nell’ambito di un’attività di vigilanza rafforzata condotta con il supporto delle stazioni dell’Arma territoriale e in collaborazione con l’Ispettorato d’Area Metropolitana di Cagliari-Oristano. I controlli hanno interessato un ampio numero di realtà produttive e sono stati svolti attraverso ispezioni ordinarie per accertare il rispetto della normativa giuslavoristica e ispezioni di carattere tecnico finalizzate alla verifica delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
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L’azione ispettiva si è concentrata in particolare nei settori del commercio, della ristorazione e dei pubblici esercizi, senza tuttavia escludere comparti come l’agricoltura, l’industria e l’edilizia. Le aziende sottoposte a controllo non sono state individuate in modo casuale, ma selezionate a seguito di una prima attività di analisi che aveva evidenziato possibili elementi di criticità. Gli accertamenti successivi hanno confermato un quadro diffuso di irregolarità, riscontrate in oltre il 73% delle attività verificate.
Durante le ispezioni sono state analizzate le posizioni lavorative del personale impiegato. Circa il 25% dei rapporti di lavoro esaminati è risultato non conforme alla normativa vigente, mentre l’8% dei lavoratori è stato trovato privo di regolare contratto di assunzione e delle coperture assicurative previste. Le violazioni accertate hanno comportato l’irrogazione di sanzioni amministrative e l’avvio delle procedure per il recupero dei contributi non versati, a tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti.
In una parte dei casi, pari a circa il 5% delle imprese controllate, è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale. I provvedimenti sono scattati sia per l’impiego di lavoratori in nero senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, sia per la presenza di gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ritenute tali da mettere a rischio l’incolumità dei dipendenti.
Sul fronte della prevenzione degli infortuni, i controlli hanno evidenziato come circa il 40 per cento delle aziende ispezionate presentasse irregolarità legate alla salute e alla sicurezza. Le contestazioni più ricorrenti hanno riguardato la mancata redazione del documento di valutazione dei rischi, l’assenza delle visite mediche periodiche per i lavoratori, carenze nella formazione obbligatoria del personale e la mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
Numerose sono risultate anche le violazioni allo statuto dei lavoratori. In circa un quarto delle aziende controllate, i datori di lavoro avevano installato impianti di videosorveglianza potenzialmente idonei al controllo dell’attività dei dipendenti senza la necessaria autorizzazione dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Cagliari-Oristano o senza aver raggiunto accordi con le organizzazioni sindacali.
L’attività svolta ha prodotto inoltre risvolti di carattere penale. Complessivamente sono state deferite all’autorità giudiziaria 62 persone, di cui 28 per reati riconducibili all’immigrazione clandestina. In questi casi, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero state aggirate le procedure previste dal cosiddetto Decreto Flussi, lo strumento che consente ai datori di lavoro di richiedere l’ingresso regolare di lavoratori extracomunitari da impiegare nelle proprie aziende.
I controlli proseguiranno anche nel corso del 2026 su tutto il territorio della provincia di Oristano. L’attività rientra in un più ampio piano di vigilanza portato avanti dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro in stretta sinergia con il Comando provinciale dell’Arma e con l’Ispettorato d’Area Metropolitana di Cagliari-Oristano, con l’obiettivo di contrastare lo sfruttamento lavorativo e il fenomeno del caporalato, oltre a rafforzare il rispetto delle norme in materia giuslavoristica e di sicurezza nei luoghi di lavoro.

