
L’oristanese Matteo Cazzaniga racconta Aziende in Campo.
Il fischio finale ha da poco sancito l’esito positivo della seconda edizione di “Aziende in Campo”, una competizione di calcio a 5 pensata appositamente per le imprese del territorio oristanese. La manifestazione ha visto la partecipazione di numerose realtà economiche locali, impegnate in sfide che hanno unito l’agonismo alla collaborazione, favorendo occasioni di dialogo e relazioni interpersonali anche al di fuori del rettangolo di gioco. Dietro la macchina organizzativa di questa iniziativa c’è un diciottenne del capoluogo, Matteo Cazzaniga. Studente dell’istituto Mariano IV di Oristano con indirizzo sportivo, il giovane vanta una grande dedizione per le discipline atletiche. Già durante la passata stagione, operando in sinergia con il responsabile degli eventi del Centro Commerciale Naturale, lo studente aveva coordinato un primo campionato calcistico rivolto al mondo produttivo della provincia.
Come nasce l’organizzazione dell’incontro di calcio tra aziende.
A spiegare la genesi del progetto è lo stesso ideatore, che ripercorre le tappe di questo percorso agonistico e aggregativo.
“Sono sempre stato appassionato di sport e proprio da questa passione è nata l’idea di organizzare eventi sportivi nella mia città – afferma Matteo Cazzaniga -. Tutto è iniziato questa estate con un torneo di beach volley durante la giornata sportiva di Torre Grande. Grazie al responsabile degli eventi del Centro Commerciale Naturale, mi è stata data la possibilità di organizzarlo, con la premiazione finale sul palco in piazza della Torre. È stata un’esperienza molto bella, che mi ha fatto crescere tanto e capire cosa c’è davvero dietro l’organizzazione di un evento. Parallelamente, avevo già in testa un’idea da un po’: organizzare un torneo di calcio tra aziende. Mi ha sempre incuriosito il mondo aziendale e, grazie ai racconti dei miei genitori, ho scoperto che anni fa esistevano tornei simili tra realtà come Ondulor, Cellino, 3A Arborea e Gra-car. Da lì mi sono detto: perché non riprovarci oggi?”.
Il superamento di alcuni ostacoli di natura burocratica.
L’avvio della pianificazione ha richiesto il superamento di alcuni ostacoli di natura burocratica e anagrafica. Essendo minorenne nella fase embrionale dell’iniziativa, il promotore si è trovato impossibilitato a gestire autonomamente le questioni finanziarie. La ricerca di un supporto logistico e amministrativo ha quindi rappresentato uno snodo cruciale per la fattibilità dell’evento.
“Non è stato facile, perché quando sei giovane spesso non vieni preso subito sul serio. Però ho avuto la fortuna di incontrare Mauro Caboni, titolare di Mc Sport, che gestisce i campi di via Ghilarza. Ha creduto in me fin da subito e senza di lui tutto questo non sarebbe stato possibile. Gli devo davvero tanto – prosegue il giovane sportivo -. L’idea non era fare semplicemente un torneo, ma creare qualcosa di più. Volevo una giornata dove le aziende potessero sì giocare, ma anche conoscersi, stare insieme e creare relazioni vere. Per me lo sport è questo: un modo per unire le persone”.
Il grande entusiasmo delle aziende hanno partecipato all’iniziativa.
La fase di reclutamento delle squadre ha richiesto tenacia, scontrandosi in un primo momento con le naturali esitazioni delle ditte. “C’erano dubbi, un po’ di diffidenza, ed è normale. Però con il passaparola siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo di 8 squadre. Già dalla prima edizione si è creato qualcosa di bello: un bel clima, tante relazioni e anche amicizie nuove. Ricevere i complimenti e vedere che le aziende volevano rifarlo è stata una grande soddisfazione. Se devo essere sincero, speravo andasse bene, ma non mi aspettavo una risposta così. Vedere tutto quell’entusiasmo, le persone coinvolte, le aziende che partecipano e si divertono è stato davvero forte. Lì ho capito che questa idea aveva senso”, rimarca Cazzaniga.
L’intuizione del giovane Matteo Cazzaniga si è rivelata vincente.
Il recente epilogo del secondo capitolo di “Aziende in Campo” ha confermato la validità dell’intuizione iniziale, segnando un’ulteriore evoluzione sul piano della fluidità gestionale e della partecipazione attiva.
“La seconda edizione è stata ancora meglio. Abbiamo cercato di sistemare tante piccole cose per rendere la giornata più fluida e piacevole, e il risultato si è visto. Abbiamo coinvolto nuove realtà e la cosa che mi ha colpito di più è stata sapere che alcuni giocatori si sono allenati per arrivare pronti al torneo: questo mi rende davvero orgoglioso perché per me il movimento è fondamentale per uno stile di vita sano – conclude Matteo -. Guardando avanti, voglio continuare a far crescere questo progetto, coinvolgere sempre più aziende e migliorare ancora. L’idea è costruire qualcosa che diventi un appuntamento fisso e, magari un giorno, portarlo anche in altre province. Ma soprattutto, mi piacerebbe continuare a creare nuove iniziative per Oristano. Eventi che uniscano le persone, che diano qualcosa ai giovani e ai meno giovani e che facciano vivere il territorio in modo diverso”.

