Moda, addii e svolte: cosa sta cambiando nel Fashion System

Fashion System

Cosa sta cambiando nel Fashion System.

Cosa è successo nei giorni scorsi nel Fashion System? Vi racconto le questioni della moda più interessanti che hanno catturato l’attenzione durante quest’ultima settimana. Gli ultimi tempi sono stati caratterizzati da infiniti giri di valzer tra le poltrone dei direttori creativi di tantissimi brand: da Dior a Versace, da Gucci a Fendi è un continuo alternarsi di nomi in uno scenario che sembra ormai traballante e incerto.

La dichiarazione del brand in stile ChatGpt.

È stata la volta di Etro, che ha detto addio al suo ultimo creative director Marco De Vincenzo, ingaggiato nel 2022. Questo avviene dopo che alcuni mesi fa la famiglia fondatrice del brand ha lasciato spazio a una serie di investitori che ne hanno acquisito la quota di minoranza. Il brand ha dichiarato: “La maison guarda ora ai prossimi sviluppi con fiducia, proseguendo nel corso di valorizzazione della propria identità e del proprio patrimonio creativo, in continuità con l’innovazione e i valori che da sempre la contraddistinguono”. Posso dire? Io avrei evitato ChatGpt in questo caso.

Il destino dei due brand.

De Vincenzo non è l’unico a lasciare la sua postazione di vedetta, infatti da Milano voliamo a Parigi, dove è toccato anche a Harris Reed per Nina Ricci, ruolo che ricopriva dal 2018. Reed è stato il direttore creativo più giovane per la maison parigina. Il motivo della decisione? La volontà di volersi occupare del suo brand e di mandare avanti i suoi progetti personali.

Lo stilista ha dichiarato: “Ho amato Nina Ricci e questo straordinario team con tutto il cuore, e ho apprezzato ogni singolo momento di questo bellissimo capitolo con la Maison. Questa esperienza rimarrà sempre una pietra miliare molto personale. È qualcosa che porto con enorme orgoglio. Insieme, abbiamo creato magia, dalle collezioni alla fragranza, e tutto ciò che c’è in mezzo. Ora sembra il momento giusto per concentrare tutte le mie energie nel mio marchio, mentre entra in una nuova fase incredibilmente emozionante”. Quale sarà il destino di questi due brand? Ancora non lo sappiamo, ma rimaniamo sintonizzati per scoprirlo.

Neanche il Fashion System è immune ai drammi giudiziari.

Facciamo adesso un salto in tribunale, perché neanche il Fashion System è immune ai drammi giudiziari. Si è conclusa infatti la battaglia legale tra Katy Perry e il brand Katie Perry. Il fattaccio risale al 2007, anno di fondazione del marchio australiano, la stilista cominciò a vendere i suoi capi online e sui social e contemporaneamente Katy Perry divenne famosa nel 2008 con il brano “I Kissed a Girl”, che la rese in poco tempo una star mondiale. La stilista infatti, nel momento in cui ha aperto il marchio, ha dichiarato di non conoscere ancora la cantante, e che quindi non avrebbe consapevolmente utilizzato quel nome così simile per incentivare le vendite.

Nel 2023 questo la fece vincere in tribunale, ma successivamente la decisione venne ribaltata a favore della cantante. Infine però la Corte Suprema australiana ha stabilito in definitiva la ragione dalla parte della designer, asserendo che non vi è alcun rischio di confusione tra i consumatori australiani, e che la clientela non avrebbe mai associato i prodotti del brand a quello della pop star. Pensate che bello poter raccontare di essere andati in causa contro una pop star e di aver vinto, pensate che bello poi anche dover pagare l’avvocato.

La sfilata di Valentino by Alessandro Michele.

Dulcis in fundo: “Interferenze”, la sfilata di Valentino by Alessandro Michele che si è tenuta out of Fashion Week presso Palazzo Barberini a Roma. Sceglie di presentare l’autunno/inverno 2026-27 dove tutto ha avuto inizio, in quella Roma di Valentino Garavani e degli esordi del marchio.

Gli affreschi di Gian Lorenzo Bernini e le architetture geometriche di Francesco Borromini incorniciano una collezione che si pone l’obiettivo di “esistere” e di “essere” in mezzo alle “interferenze” del mondo moderno, fra guerre e una politica internazionale incerta. “C’è sempre l’interferenza, il mio lavoro è un’interferenza. Io sono l’interferenza. Le interferenze sono la moda che vive di futuri che non si coagulano, è un po’ come questo posto che ho scelto, con due scale meravigliose, tutto è perfetto, fuori c’è una struttura austera favolosa, tardo-manierista, mentre dentro il soffitto esplode”. Ha affermato Michele.

La moda non ci ha lasciato a bocca asciutta.

L’apollineo e il dionisiaco diventano complici, gli opposti collaborano e creano equilibrio. Ci sono tutti i tratti distintivi dello stilista: volant, ricami, pizzo, massimalismo e opulenza. Ma c’è anche Valentino: c’è il rosso e ci sono le borchie che tornano protagoniste degli accessori. Tra gli ospiti tantissime star e nomi blasonati della moda, del cinema e della musica, tutti hanno ricevuto infatti il bottone smaltato effetto marmo, ispirato a quello del cardinale Pietro Valier scolpito da Bernini nel 1627, insieme alla citazione “Quod est perenne gaudium, requirere”, “Cerca ciò che dà la gioia eterna”. Un invito non da poco, per un evento straordinario! Direi che questa settimana la moda non ci ha lasciato a bocca asciutta, ci troviamo la prossima settimana con le notizie più interessanti e col drama che, per fortuna, ci contraddistingue.

Informazioni su Marco Pusceddu 7 Articoli
Mi chiamo Marco Pusceddu, sono laureato in Fashion Design a Milano e ho lavorato come designer, freelance e organizzatore di eventi di moda. Nel 2024 ho fondato Virago, un brand genderless in Sardegna, e insegno progettazione di collezioni, figurino e gestione della moda presso Iannas e l’Università della Terza Età di Pirri.