
Sabato 30 maggio alle 18 è previsto l’evento inaugurale della mostra ospitata nella Sala Convegni del Murats di Samugheo, alla presenza delle istituzioni locali e degli organizzatori del progetto culturale. All’appuntamento parteciperanno il sindaco di Samugheo Basilio Patta, il sindaco di Allai Antonio Pili, l’Assessora alla Cultura di Samugheo Elisabetta Sanna insieme ai curatori dell’esposizione, la direttrice del Murats e del Sistema Museale Anna Rita Punzo e il critico d’arte Ivo Serafino Fenu.
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L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Sistema Museale Allai Samugheo, le amministrazioni comunali coinvolte e Orientare Srl, con il sostegno di Sergio Bonelli Editore e della Scuola Italiana di Comix. Il percorso espositivo propone una lettura che intreccia patrimoni museali differenti, apparentemente distanti tra loro ma uniti da una riflessione condivisa sul tema della morte e sulle sue rappresentazioni culturali.
All’interno del Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda Murats di Samugheo, il riferimento principale in ambito funerario è costituito da cinque Tapinos de mortu, antichi drappi funebri realizzati in ambito regionale e utilizzati durante il rito della veglia per la disposizione della salma. In parallelo, il Museo CiMa di Allai conserva reperti archeologici come cippi e frammenti di sarcofago di epoca romana, che restituiscono una memoria del defunto attraverso una prospettiva storica e materiale.
Su questo insieme di elementi si inseriscono le opere di quindici artisti contemporanei. Secondo quanto sottolineato dal co curatore Ivo Serafino Fenu, il progetto “non celebrano il macabro, ma rivendicano l’oscenità della sparizione in un mondo che pretende di essere eterno”. “L’acronimo
R.I.P. (Requiescat in Pace)” prosegue Fenu” viene qui risignificato: non è più l’augurio di pace
ma la diagnosi di un conflitto tra l’umano e la sua stessa fine, non un’invocazione al riposo, ma
un catalizzatore della nostra inquietudine, un ritorno forzato a quella mancanza che ci
costituisce e che la dittatura dell’hic et nunc cerca invano di cancellare, una sosta davanti a
quel “nulla” che è l’unica cosa che ci rende ancora ostinatamente umani”.
La direttrice del Murats Anna Rita Punzo illustra ulteriormente il progetto evidenziando il carattere complesso del percorso espositivo e il suo impianto teorico e simbolico. “…la mostra trova il suo baricentro in una complessa archeologia della sopravvivenza, materica e semantica, puntualmente sintetizzata dal termine Derive che qui si eleva a categoria escatologica e fenomenologica: evoca la duplice natura del mare, feroce antropofago e generoso vettore culturale, scardina la linearità spazio-temporale per farsi limen tra il regno dei vivi e quello dei morti, sfoca i confini del sacro e del profano generando audaci sincretismi religiosi”.
Il percorso espositivo riunisce le ricerche di Zuanna Maria Boscani, Giusy Calia, Rosaria Copeta e Stefania Galante del R+S Errepiuesse Studio di Matera, insieme ad Antonello Fresu, Tonino Mattu, Marta Scanu, Giulia Sale, Eleonora Todde, Francesco Tuccio di Lampedusa, Pietro Sedda e quattro disegnatori legati alla serie a fumetti ispirata ai romanzi di Maurizio de Giovanni dedicati al Commissario Ricciardi, con le tavole realizzate da Daniele Bigliardo, Alessandro Nespolino, Lucilla Stellato e Luigi Siniscalchi.
All’interno dell’allestimento, la presenza della narrazione per immagini viene integrata come elemento strutturale del percorso, con le tavole che introducono una sequenza narrativa capace di dilatare e frammentare la percezione del tempo, portando lo sguardo su ciò che si colloca tra le pieghe dell’immediato. Le attività didattiche rivolte ai più giovani sono infine affidate al progetto di Filippo Franco Boe, autore della narrazione illustrata “Te lo spiego io… il Cimitero”.

