Nuovo carico di pale eoliche nel porto di Oristano

Pale eoliche

L’arrivo di un nuovo carico di pale eoliche nel porto di Oristano.

La nave mercantile Pilecki, battente bandiera liberiana, ha attraccato al porto industriale di Oristano poco prima di mezzogiorno. A bordo, stando a quanto rivela Mauro Pili su L’Unione Sarda, un carico imponente di pale eoliche provenienti dal porto algerino di Arzew.

L’ennesimo carico di pale eoliche arrivato nel porto di Oristano.

Si tratta di un ulteriore trasferimento, l’ennesimo, destinato al cantiere di Villacidro, già al centro di polemiche per l’impatto ambientale delle installazioni eoliche. Quello che si sta verificando, secondo le voci critiche, è una vera e propria devastazione del paesaggio naturale ai piedi del Monte Linas, una delle aree di maggior pregio ambientale e culturale della Sardegna.

L’ombra sull’origine del carico.

L’arrivo della Pilecki da Arzew, porto algerino noto principalmente per l’esportazione di gas e prodotti petroliferi, pone dubbi sulla filiera di approvvigionamento delle pale eoliche. Ad esempio come mai questi materiali attraversano il Mediterraneo per essere installati nel cuore della Sardegna e perché non esiste maggiore trasparenza sulle operazioni logistiche e commerciali legate a questi progetti.

Compromesso irrimediabilmente il paesaggio di Villacidro.

Il cantiere di Villacidro, con il suo susseguirsi di installazioni di turbine, ha trasformato radicalmente l’aspetto della zona. I promotori del progetto vantano benefici in termini di produzione di energia rinnovabile, ma la controparte è costituita da un sacrificio ambientale e paesaggistico di proporzioni allarmanti. Il Monte Linas, con il suo ecosistema fragile e il suo valore identitario, viene progressivamente deturpato. Le enormi pale eoliche, visibili da chilometri di distanza, si ergono come simbolo di un progresso che troppo spesso ignora il rispetto per il territorio. Il trasferimento di oggi si somma a una serie di operazioni che sembrano seguire un copione ormai consolidato: nessuna consultazione pubblica, nessun chiarimento sulle dinamiche di approvvigionamento, e una sistematica trasformazione del paesaggio in nome della transizione energetica. Il caso della Pilecki e del cantiere di Villacidro è solo l’ultimo capitolo di una questione più ampia che riguarda il modello di sviluppo adottato per la Sardegna.

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