
La polemica tra Nursing Up Oristano e Asl.
La direzione della Asl 5 di Oristano ha chiarito le ragioni alla base della ripartizione del fondo regionale destinato alle aree disagiate fra dirigenza medica e personale del Comparto, in risposta allo stato di agitazione proclamato oggi dal sindacato Nursing Up. Secondo quanto spiegato dall’azienda sanitaria, la suddivisione delle risorse “è il frutto di una valutazione analitica delle criticità esistenti nell’azienda sanitaria oristanese e ha tenuto conto, in particolare, delle carenze oramai strutturali di personale, consolidate nel corso degli anni”. Tali carenze, ha precisato la direzione, risultano più evidenti nell’area della dirigenza medica e sono diffuse in tutti e tre i presidi ospedalieri dell’Azienda, ovvero Oristano, Bosa e Ghilarza. Nell’area del Comparto, invece, “le maggiori criticità, e, soprattutto la difficoltà di reclutamento del personale si riscontra tra i professionisti dell’area tecnico-sanitaria degli ospedali più periferici”.
L’erogazione dell’indennità resta sospesa.
La dirigenza ha aggiunto che “abbiamo appreso solo martedì dopo mezzogiorno, a due mesi dall’accordo siglato con la dirigenza, durante la riunione con le sigle sindacali e i rappresentati dell’Rsu aziendale la proclamazione dello stato di agitazione”. Alla riunione erano presenti Fp Cgil, Uil Fpl, Fials, Nursind, Nursing Up e l’Rsu, mentre la Cisl Fp era assente. Solo i rappresentanti della Uil hanno espresso parere favorevole alla proposta aziendale, che prevedeva l’assegnazione di 230 euro lordi mensili per il Comparto, destinati in particolare ai tecnici di radiologia e laboratorio di Bosa e Ghilarza. L’erogazione dell’indennità resta sospesa a causa dell’opposizione della maggioranza dei sindacati e dello stato di agitazione in corso.

