L’arrivo dell’oligarca di Zelensky in Sardegna.
È salpato questa mattina alle 6:30 dal porto di Cagliari Luminance, il colosso del mare da 600 milioni di dollari di proprietà dell’oligarca ucraino Rinat Akhmetov. A lanciare la notizia è stato l’ex presidente della Regione e giornalista Mauro Pili, che da tempo denuncia la presenza sempre più ingombrante del magnate in Sardegna, con un focus particolare sulle sue mire nel settore energetico.
Chi è il magnate dell’industria bellica Rinat Akhmetov.
Akhmetov non è un nome qualsiasi. Ritenuto uno degli uomini più potenti e inavvicinabili dell’Ucraina, è alla guida di Metinvest, colosso siderurgico che ha controllato tra l’altro le acciaierie Azovstal e Illich, simboli industriali distrutti durante la guerra con la Russia. Ma è anche uno dei maggiori finanziatori dell’Atlantic Council, influente think tank internazionale con profonde connessioni nel settore bellico. Un ruolo, quest’ultimo, che secondo Pili lo collocherebbe a pieno titolo tra i grandi sostenitori dell’industria delle armi, la stessa alimentata con fondi pubblici anche da parte dell’Italia.
Le parole dell’ex presidente della Regione Mauro Pili.
“La Sardegna è diventata un obiettivo strategico per Akhmetov almeno da novembre 2024”, ha dichiarato Mauro Pili, che da mesi segue la vicenda. Il magnate dell’acciaio e del carbone, secondo il giornalista, avrebbe deciso di investire pesantemente nel nord dell’Isola, in un’area compresa tra Chiaramonti e Ploaghe. Proprio lì, tramite la società ErulaGreenSolar S.r.l., è stato presentato un ambizioso progetto per la realizzazione di quasi 400 ettari di pannelli fotovoltaici, a ridosso della basilica di Saccargia, uno dei luoghi simbolici della Sardegna romanica. Non si tratta solo di un investimento energetico. Dietro, secondo Pili, ci sarebbe un complesso sistema di interessi che collega direttamente il potere economico ucraino, l’industria bellica internazionale e una Sardegna sempre più esposta alla speculazione. Proprio in questi giorni sarebbero arrivate le controdeduzioni ufficiali ucraine al progetto energetico, in un iter che alimenta più di un sospetto.
L’oligarca di Zelensky pronto ad estendere la speculazione in Sardegna.
Pili sintetizza così quello che a suo dire sarebbe un circuito ben oliato: “L’oligarca, braccio economico di Zelensky, finanzia l’industria bellica; l’Italia e l’Europa, a loro volta, supportano quelle stesse industrie con fondi pubblici; questi fondi arricchiscono Akhmetov, che si concede un mega yacht da 600 milioni di dollari per veleggiare attorno alla Sardegna, facendo anche scalo a Cagliari, forse per incontri riservati di cui nulla si sa; con la stessa ricchezza intende ora investire nella speculazione energetica, occupando centinaia di ettari di territorio sardo con distese di fotovoltaico”.
Il valore dello yacht è di 600 milioni di euro.
Una spirale di affari, accuse e sospetti che porta Pili a un’amara conclusione: “Noi paghiamo le armi per l’Ucraina, poi i potenti ucraini viaggiano con yacht da 600 milioni e vengono a speculare in Sardegna a colpi di centinaia di ettari di fotovoltaico”. Una denuncia che riapre il dibattito sulle ricadute ambientali, politiche e militari della crescente presenza straniera sull’isola e che pone ancora una volta la questione di chi davvero tragga beneficio dalle guerre combattute altrove.
