
Va a processo a Oristano la madre omicida di Chiara Carta.
Nel tribunale di Oristano è arrivata la decisione del giudice che ha disposto il rinvio a giudizio di Monica Vinci, accusata dell’omicidio della figlia 13enne Chiara Carta, avvenuto nel febbraio 2023 nell’abitazione di via Martiri del Congo. Dalle ricostruzioni contenute negli atti emerge che la madre avrebbe colpito la ragazza con un punteruolo dopo averla immobilizzata, episodio maturato al termine di un confronto familiare degenerato.
Secondo la perizia psichiatrica è incapace di intendere e volere.
L’udienza odierna era stata convocata per valutare la pericolosità sociale dell’imputata, tema centrale nella richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto il processo anche di fronte alle perizie psichiatriche che la descrivono come incapace di intendere e volere. A orientare verso il rinvio a giudizio è stata la relazione dei Servizi Sociali del Rems di Capoterra. La struttura ospita Monica Vinci perché le sue condizioni mentali non risultano compatibili con la detenzione in carcere.
L’assassina ha seguito l’udienza senza manifestare reazioni.
L’avvio del processo è previsto per il 5 febbraio davanti alla Corte d’Assise di Cagliari, ma l’esito potrebbe comunque tradursi in un’archiviazione per infermità mentale, rendendo l’udienza un passaggio necessario. In aula erano presenti il padre della vittima, Piero Carta, e per la prima volta anche l’imputata, che ha seguito l’intera seduta senza manifestare reazioni.
L’omicidio di Chiara Carta.
Nel febbraio 2023, a Oristano, nella frazione di Silì, la 13enne Chiara Carta è stata uccisa a coltellate dalla madre Monica Vinci. Dopo il delitto la donna ha tentato il suicidio lanciandosi da una finestra ed è sopravvissuta. Secondo le ricostruzioni, la ragazza avrebbe ricevuto oltre 20 fendenti. Nell’immediato gli inquirenti hanno ipotizzato un omicidio volontario aggravato. La madre, già seguita per problemi psichici, era stata piantonata in ospedale e successivamente trasferita in struttura psichiatrica. A distanza di anni la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’imputata.

