Venezuela, operazione Usa: arrestato il presidente Maduro

Attacco degli Stati Uniti, guerra Venezuela

Arrestato il presidente del Venezuela in un’operazione americana.

Un’improvvisa escalation di tensione internazionale ha avuto come epicentro il Venezuela, dove nelle prime ore della notte una serie di eventi militari e politici ha cambiato radicalmente il quadro del potere nel Paese. Secondo quanto reso noto dagli Stati Uniti, il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie non sarebbero più sul territorio nazionale, dopo essere stati fermati e trasferiti all’estero nell’ambito di un’azione condotta da forze americane.

Il presidente Donald Trump ha dato l’annuncio.

A riferirlo è stato Donald Trump attraverso i social network, parlando di un’operazione estesa e coordinata e sostenendo che il capo dello Stato venezuelano dovrà rispondere davanti alla giustizia statunitense, in particolare a New York, con accuse legate al narcotraffico. Le dichiarazioni dell’ex presidente Usa hanno contribuito ad alimentare un clima di forte incertezza, mentre da Caracas arrivavano segnalazioni di attività militari insolite.

Diversi boati sono stati avvertiti in varie zone della città.

Nella capitale venezuelana, infatti, intorno alle due del mattino, ora locale, diversi boati sono stati avvertiti in varie zone della città, accompagnati dal sorvolo di velivoli a bassa quota. Testimonianze raccolte sul posto parlano di almeno sette esplosioni, elementi che hanno rafforzato l’ipotesi di un’azione armata in corso, sebbene le autorità non abbiano fornito immediatamente un quadro dettagliato degli accadimenti.

Il presidente del Venezuela ha condannato l’accaduto ed è stato arrestato.

Dal fronte venezuelano, Maduro ha reagito con un messaggio di condanna, definendo quanto accaduto come un attacco di estrema gravità da parte degli Stati Uniti. In un intervento pubblico è stata annunciata la proclamazione dello stato di emergenza nazionale. Nel discorso è stato rivolto un appello alle istituzioni e alla popolazione alla massima vigilanza, definendo l’accaduto una violazione della sovranità del Paese.

La condanna di Mosca.

Le ripercussioni non si sono limitate al continente americano. Mosca ha espresso una netta censura nei confronti dell’operazione statunitense, giudicata destabilizzante e pericolosa per l’equilibrio regionale. Parallelamente, la Colombia ha disposto il rafforzamento della presenza militare lungo il confine con il Venezuela. Segnale di un timore concreto per possibili effetti a catena sul piano della sicurezza.

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Collaboratore - Giornale di Oristano.