
Il disperato appello per ritrovare Piera Pinna.
La speranza, a distanza di un mese, resta l’unico filo che tiene unita la famiglia di Piera Pinna, la 69enne originaria di Bosa scomparsa lo scorso 21 settembre nei boschi di Medicina di Pescia, in Toscana. I parenti, che vivono nella città del Temo, continuano a chiedere di non spegnere i riflettori sul caso, rilanciando nuovi appelli attraverso i social e i mezzi d’informazione.
La scomparsa dopo essere uscita a cercare funghi.
La donna, residente a San Miniato e titolare di un’azienda agricola, era uscita quella mattina per cercare funghi, come faceva spesso. Aveva lasciato in auto il marito, un uomo di 85 anni con difficoltà motorie, e si era addentrata nel bosco senza cellulare. Da quel momento, di lei non si è saputo più nulla. Le ricerche, condotte da Forze dell’Ordine, volontari e unità cinofile, non hanno portato a risultati concreti, nonostante gli sforzi e le ampie aree battute.
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La donna conosceva bene i sentieri.
Tra le ipotesi, si è parlato di un possibile malore o di una caduta in uno dei dirupi della zona, chiamata non a caso “La valle dell’inferno”. Tuttavia, la famiglia non crede che possa essersi persa poiché Piera conosceva bene quei sentieri. “Non ci arrendiamo”, scrivono i parenti, chiedendo che la sua foto continui a circolare affinché qualcuno, da qualche parte, possa ancora riconoscerla.
Le parole dei familiari di Piera Pinna.
“Noi siamo la famiglia di origine di Piera, proveniente dalla Sardegna. Abbiamo saputo della sua sparizione solamente 48 ore dopo l’accaduto, la sera di martedì 23 settembre – fanno sapere i parenti -. Per questioni burocratiche non siamo al corrente se in questo momento ci sono indagini in corso, se siano state visionate telecamere o individuate le celle a cui il telefono si è agganciato lungo il tragitto. Aiutateci a non spegnere i riflettori su questa vicenda, ponendovi la stessa domanda che la nostra famiglia si sta facendo da settimane. Cosa è successo a Piera quel 21 settembre?”.

