Solarussa in preghiera per il 14enne ferito a Torre Grande

Chiesa Madonna delle Grazie, Solarussa

La preghiera di Solarussa per il giovane ferito a Torre Grande.

Sarà un volo speciale a condurre a Roma il giovane di Solarussa rimasto gravemente ferito sabato scorso in seguito a un tuffo nelle acque di Torre Grande, nel litorale oristanese. I medici dell’ospedale Brotzu di Cagliari, dove il ragazzo è stato ricoverato subito dopo l’incidente, hanno disposto il trasferimento nella capitale per consentire cure più avanzate. Il 14enne, ancora in coma farmacologico per evitare qualsiasi movimento che possa aggravare le già delicate condizioni della colonna vertebrale, verrà accolto all’ospedale Gemelli.

Un abbraccio silenzioso alla sua famiglia.

Nel frattempo, Solarussa, il paese d’origine del giovane, si raccoglie in un abbraccio silenzioso attorno alla sua famiglia. Questa sera, alle 21, la comunità si ritroverà nella piazza davanti alla chiesa delle Grazie per una veglia di preghiera aperta a tutti.

I segni di vicinanza si moltiplicano anche nei paesi vicini.

A Siamaggiore, domani sera, dopo la Messa delle 19, i fedeli si riuniranno in adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento. Un’iniziativa analoga è prevista a Pardu Nou per giovedì 12 giugno, al termine della celebrazione dedicata a Sant’Antonio, prevista sempre alle 19. Sono momenti che intendono offrire sostegno spirituale non solo al giovane, ma anche ai suoi genitori, che in queste ore stanno raggiungendo Roma per accompagnarlo nel difficile percorso che li attende.

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Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.