La riapertura della chiesa del Carmine a Oristano.
È tornata ad aprirsi al pubblico, nel centro storico di Oristano, la chiesa del Carmine, autentico capolavoro del rococò isolano. Dopo l’appuntamento del 2 luglio, l’iniziativa di apertura straordinaria sarà replicata mercoledì 9 luglio, dalle 9:30 alle 13:30, offrendo a residenti e visitatori l’opportunità di scoprire da vicino un gioiello architettonico che ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua eleganza.
La più alta espressione del gusto rococò in Sardegna.
Ritenuta la più alta espressione del gusto rococò in Sardegna, la chiesa è stata descritta dallo studioso Corrado Maltasericca come uno dei più raffinati esempi italiani di questo stile. L’edificio fa parte del complesso dell’ex convento dei Carmelitani e risale al 1776, anno in cui l’architetto piemontese Giuseppe Viana ne completò la progettazione. Voluta e finanziata da don Damiano Nurra, marchese d’Arcais, l’opera fu donata ai frati nel 1782. Fu da loro custodita fino alla soppressione degli ordini religiosi nel 1866.
Elementi architettonici armonici e misurati.
La facciata in arenaria, severa ma elegante, è scandita da elementi architettonici armonici e misurati, come lesene e capitelli ionici. Questi incorniciano con equilibrio il portale, la lapide commemorativa, lo stemma nobiliare e una raffinata finestra reniforme. All’interno, l’impianto a navata unica ospita quattro cappelle laterali, nicchie e tribune. A dominare l’altare maggiore è la cupola ellittica, poggiante su un tiburio, mentre spiccano per pregio il pulpito e la statua della Madonna del Carmelo, entrambi scolpiti in marmo. Di particolare suggestione anche i coppi maiolicati, dai colori cangianti, che rivestono la cupola e il campanile, regalando all’intero edificio un’impronta vivace e luminosa.
