Riapre il dormitorio comunale di Oristano dopo una breve chiusura

Dormitorio Oristano

La riapertura del dormitorio comunale di Oristano.

Il dormitorio comunale di via Alghero a Oristano ha riaperto i battenti oggi, ponendo fine a un periodo di sospensione iniziato il 26 aprile. L’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Oristano, Giulia Murgia, ha fornito chiarimenti sulla vicenda, sottolineando gli interventi rapidi messi in campo dall’amministrazione per assicurare la continuità del servizio. “Il dormitorio comunale di Oristano riapre oggi. Era chiuso dal 26 aprile a causa della rinuncia della Fondazione Nostra Signora di Bonacatu, a un mese dall’apertura avvenuta il 23 febbraio scorso, che in una comunicazione ha lamentato l’insufficienza delle risorse a disposizione per la gestione della struttura”, ha chiarito l’esponente della Giunta Sanna.

La necessità di un servizio di accoglienza notturna.

Nel corso del primo mese di attività, la struttura aveva registrato presenze per 21 notti, confermando la necessità di un servizio di accoglienza notturna destinato a persone in condizione di fragilità nei comuni del Distretto del Plus di Oristano. Di fronte alla decisione della Fondazione Nostra Signora di Bonacatu di rinunciare all’incarico, il Comune ha agito con tempestività per individuare una nuova soluzione gestionale. Le associazioni di volontariato del territorio sono state contattate, ma hanno segnalato la difficoltà a garantire il servizio notturno per l’esiguo numero di volontari disponibili. È stato quindi individuato un soggetto privato che, a partire da oggi, si occuperà dell’apertura e della conduzione del dormitorio fino a metà luglio.

L’assessore ha tenuto a precisare che, anche nei giorni di chiusura, l’assistenza non si è mai interrotta. “Va precisato che anche nei giorni in cui il dormitorio di via Alghero è rimasto chiuso, il servizio di assistenza ha continuato a operare regolarmente attraverso la sistemazione degli ospiti nei bed and breakfast convenzionati con il Pronto intervento sociale del Plus”, chiarisce Murgia.

Il Covid aveva causato la chiusura del precedente dormitorio di Oristano.

La storia del dormitorio riflette gli sforzi dell’amministrazione per colmare un vuoto assistenziale creatosi anni prima. Nel 2020, infatti, la precedente sede di via Sassari aveva dovuto chiudere i battenti a causa dell’emergenza pandemica. Questo aveva lasciato scoperto un servizio essenziale per l’accoglienza notturna di chi vive situazioni di marginalità. L’inaugurazione del nuovo spazio in via Alghero, completamente ristrutturato, ha rappresentato un passo importante per ripristinare un punto di riferimento nel welfare cittadino.

La sinergia tra il Comune e l’arcidiocesi di Oristano.

Il Plus e il Comune di Oristano hanno reso possibile l’apertura dello scorso febbraio grazie a un progetto congiunto, stanziando 20mila euro ciascuno. A questi fondi si sono aggiunti gli investimenti dell’ente locale per i lavori di ristrutturazione, per un impegno complessivo intorno ai 40mila euro. Importanti sono stati anche il sostegno del Rotary e del Rotaract, che hanno fornito gli arredi, e il ruolo svolto inizialmente dalla Fondazione Nostra Signora di Bonacatu, ente legato alla Caritas Diocesana di Oristano, nella gestione delle attività.

Gli orari di accesso al dormitorio di Oristano.

La struttura funziona secondo un’organizzazione precisa. L’ingresso è previsto tra le 20 e le 21:30, seguito da un periodo di tempo libero fino alle 22:30, quando ha inizio il pernottamento che si protrae fino alle 6:30 del mattino. Gli ospiti dispongono poi di un’ora per la cura personale e la sistemazione degli spazi. La colazione viene servita dalle 7:30 alle 8, orario entro il quale la struttura deve essere lasciata libera. Solo in casi di effettiva urgenza il personale può concedere deroghe agli orari stabiliti.

La direzione della struttura esamina ogni richiesta valutando necessità e urgenza.

L’accesso avviene di norma su segnalazione dei Servizi sociali dei Comuni dell’Ambito Plus o attraverso il Servizio di Pronto Intervento Sociale per le situazioni di emergenza. In via eccezionale, anche persone non residenti nel distretto possono essere accolte su disposizione dell’Ufficio di Piano, su eventuale indicazione di altri enti. La direzione della struttura esamina ogni richiesta valutando necessità e urgenza, con l’obiettivo di mantenere un equilibrio tra accoglienza e rispetto delle regole condivise. All’interno vige un regolamento che, tra le altre disposizioni, vieta di fumare nei locali e di introdurre alcolici, sostanze stupefacenti o oggetti pericolosi, al fine di preservare un ambiente protetto per tutti.

La soluzione ponte fino a metà luglio.

La temporanea interruzione del servizio ha rappresentato un momento di verifica per l’intero sistema di accoglienza. L’amministrazione ha sottolineato come l’intervento di un gestore privato rappresenti una soluzione ponte fino a metà luglio, periodo in cui si valuteranno le modalità per garantire la sostenibilità futura del dormitorio. Nel frattempo, il ricorso ai bed and breakfast convenzionati ha permesso di non lasciare senza risposta le richieste di aiuto pernottamento, dimostrando la capacità del sistema di Pronto intervento sociale di adattarsi alle circostanze. Nelle prossime settimane i Servizi Sociali seguiranno da vicino il lavoro del nuovo gestore, monitorando l’andamento delle presenze e la qualità del servizio offerto. L’obiettivo dichiarato resta quello di assicurare continuità e efficacia all’accoglienza notturna, rispondendo alle esigenze di chi si trova in condizioni di difficoltà abitativa ed economica nell’area oristanese.

Informazioni su Pietro Serra 1357 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.