
La proposta del Sindacato Indipendente Carabinieri.
Un intervento normativo più incisivo sul tema dell’ordine pubblico durante le manifestazioni è al centro della proposta avanzata dal Sindacato Indipendente Carabinieri, che ha indirizzato un articolato documento al ministro della Difesa Guido Crosetto, coinvolgendo per conoscenza anche il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo. L’iniziativa mira a modificare l’articolo 5 della legge 22 maggio 1975, numero 152, introducendo un divieto esplicito di partecipazione alle manifestazioni pubbliche per chi si copre il volto senza un motivo legittimo, accompagnato da un rafforzamento del sistema sanzionatorio e degli strumenti di prevenzione.
La proposta nasce in un contesto di collaborazione e con finalità tecniche.
Nel testo, il sindacato sottolinea come la proposta nasca in un contesto di leale collaborazione istituzionale e con finalità esclusivamente tecniche, operative e di tutela della sicurezza collettiva. Viene riconosciuto l’impegno del Governo e dell’Amministrazione della Difesa nel potenziamento delle norme in materia di ordine pubblico, richiamando l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri il 5 febbraio 2026, del decreto-legge sulla sicurezza pubblica. Proprio alla luce di questo recente intervento, tuttavia, il Sic evidenzia l’assenza, nel nuovo quadro normativo, di una disciplina specifica che vieti in modo chiaro il travisamento del volto durante le manifestazioni, una lacuna che secondo l’organizzazione sindacale continua a incidere negativamente sull’efficacia dei servizi di ordine pubblico.
Il volto travisato rappresenta uno dei problemi più rilevanti.
Il travisamento del volto è descritto come una delle criticità più rilevanti, sia per la sicurezza degli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico, sia per la possibilità di identificare tempestivamente i responsabili di eventuali illeciti, sia, infine, per le successive attività investigative e giudiziarie. In questo quadro, il sindacato ribadisce la necessità di mantenere fermo il rispetto dell’articolo 17 della Costituzione e del diritto di manifestare pacificamente, chiarendo che l’obiettivo non è comprimere il dissenso legittimo, ma distinguere in modo netto le forme di protesta lecite da quelle condotte violente che sfruttano l’anonimato per sottrarsi ai controlli e colpire le istituzioni.
Il principio costituzionale che tutela il diritto di riunione pacifica.
Nel documento si richiama il principio costituzionale che tutela il diritto di riunione pacifica e senza armi, precisando come tale diritto debba comunque essere esercitato nel rispetto dell’ordine pubblico e della sicurezza collettiva. Il travisamento del volto durante le manifestazioni viene indicato come un fattore che rende complessa l’identificazione delle persone, favorendo infiltrazioni violente e comportamenti illeciti. Secondo il SIC, l’attuale formulazione dell’articolo 5 della legge del 1975 non sarebbe più adeguata al contesto sociale e operativo odierno, segnato da fenomeni di violenza urbana e dall’azione di gruppi organizzati che utilizzano sistematicamente la copertura del volto per eludere le attività di prevenzione e controllo.
Necessario garantire la riconoscibilità dei partecipanti alle manifestazioni.
Da queste premesse discende la convinzione che sia necessario garantire la riconoscibilità dei partecipanti alle manifestazioni senza limitare il diritto di espressione e di dissenso pacifico. Il sindacato osserva inoltre che il regime sanzionatorio attualmente in vigore non avrebbe una reale efficacia deterrente e risulterebbe poco proporzionato alla pericolosità delle condotte, rendendo opportuno affiancare alle sanzioni misure preventive e accessorie capaci di prevenire la reiterazione dei reati e di tutelare l’incolumità degli operatori.
In cosa consiste la proposta del Sindacato Indipendente Carabinieri.
La proposta del Sic si articola in una definizione puntuale dei concetti chiave. Si considera manifestazione qualunque riunione o iniziativa pubblica svolta in luogo pubblico o aperto al pubblico, anche se non preavvisata, promossa da privati, enti o associazioni.
Il travisamento del volto viene inteso come qualsiasi comportamento volto a coprire o alterare, anche parzialmente, i tratti del viso mediante indumenti come maschere, passamontagna, cappucci, sciarpe o bandane, oppure attraverso pitture, trucchi, sostanze coloranti, visiere o dispositivi che impediscano il riconoscimento. Il giustificato motivo viene circoscritto a esigenze sanitarie, religiose o professionali, comprovate da documentazione o da evidenti necessità oggettive e non strumentali all’elusione dell’identificazione. Sono inoltre individuati come strumenti idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento anche accessori non specificamente destinati al travisamento, come cappucci con visiera abbassata o occhiali oscurati abbinati ad altre coperture del volto.
Particolare attenzione è riservata alle cosiddette manifestazioni a rischio, definite come quelle per le quali, sulla base di elementi oggettivi e valutazioni delle autorità di pubblica sicurezza, sussiste un concreto pericolo di violenze o infiltrazioni criminali.
La richiesta di evitare la partecipazione alle manifestazioni col volto coperto.
Sul piano normativo, il sindacato propone l’integrazione dell’articolo 5 della legge 152 del 1975 con un nuovo comma che vieti la partecipazione a manifestazioni, cortei, presìdi o riunioni in luogo pubblico o aperto al pubblico a chiunque, senza giustificato motivo, si copra il volto o utilizzi indumenti e strumenti idonei a rendere difficile o impossibile il riconoscimento personale. Il divieto escluderebbe esclusivamente i casi previsti dalla legge per motivi sanitari, religiosi o professionali, a condizione che non siano utilizzati per aggirare i controlli. In caso di violazione, sarebbe previsto l’immediato allontanamento dal luogo della manifestazione e l’applicazione delle misure di prevenzione già contemplate dall’ordinamento, qualora ne ricorrano i presupposti.
La richiesta di interdizione temporanea dalla partecipazione alle manifestazioni.
La proposta include anche un inasprimento e una graduazione delle sanzioni, con la possibilità di aumentare le pene fino alla metà in presenza di circostanze aggravanti, come la partecipazione a manifestazioni non preavvisate o vietate, l’azione in concorso con altre persone, il collegamento con comportamenti violenti, minacciosi o di danneggiamento, oppure l’utilizzo di strumenti idonei a provocare danni o a ostacolare l’intervento delle Forze dell’Ordine. A ciò si affiancherebbero misure accessorie quali l’interdizione temporanea dalla partecipazione a manifestazioni pubbliche, il divieto di accesso alle aree interessate, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un periodo determinato e la confisca degli oggetti utilizzati per il travisamento.
In chiave preventiva, il documento prevede la possibilità per il Prefetto di adottare provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni, analoghi al Daspo, quando emergano elementi di pericolo per l’ordine pubblico. Nelle manifestazioni considerate a rischio, le autorità di pubblica sicurezza potrebbero inoltre disporre controlli preventivi di identificazione e impedire l’accesso ai soggetti travisati.
Il rafforzamento dell’ordine pubblico visto dal Sindacato Indipendente Carabinieri.
Secondo il Sindacato Indipendente Carabinieri, l’insieme delle misure proposte avrebbe come finalità il rafforzamento della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, la garanzia del diritto di manifestare in modo pacifico e riconoscibile, la prevenzione delle infiltrazioni violente e criminali, la protezione dell’operato e dell’incolumità delle forze dell’ordine e la disponibilità di strumenti concreti e tempestivi per contrastare il fenomeno del travisamento.
Nelle conclusioni, il Sic invita il ministro Crosetto a presentare la proposta alle autorità governative competenti, in modo da definire un quadro normativo più adeguato a garantire sicurezza, prevenzione e tutela della legalità nelle manifestazioni pubbliche. L’auspicio espresso è che l’integrazione legislativa possa rafforzare, in modo equilibrato e coerente con i principi costituzionali, la capacità dello Stato di individuare rapidamente i responsabili di condotte violente, garantendo al tempo stesso la sicurezza degli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico e una distinzione chiara tra protesta pacifica e azione criminale organizzata.

