L’artista sardo ThomC si racconta.
ThomC è un talento emergente della musica italiana. Originario di Mamoiada, Thomas Cadinu inizia oltre 10 anni fa tra feste e piccoli eventi locali, sviluppando fin da subito passione e dedizione. Insieme a Davide Cardenia forma il duo Cardozo&ThomC, calcando numerosi palchi e collaborando con artisti come Caparezza, Max Gazzè e Baby K, ottenendo successo con “Noi non ce ne andiamo” con Yana. Dopo lo scioglimento del duo, il 30enne continua da solo, aprendo concerti per Shade, Fred de Palma e Irama e pubblicando brani di successo come “Portami a ballare”, “IgotYou” e “Dubai”. Nel 2022 esce il suo primo album solista, “Mood”. Con produzioni che spaziano tra house, pop, raggaeton e future rave, ThomC punta a creare un sound originale, consolidare la propria carriera e raggiungere un pubblico internazionale. L’artista si racconta sul Giornale di Oristano.
In che modo gli inizi tra gli eventi locali hanno contribuito alla costruzione del suo percorso artistico?
“Credo di aver fatto la gavetta vera e propria, inizialmente tra matrimoni infiniti e 18esimi con i cdj a cd, ancora prima dell’uso delle usb. Penso fermamente che mi abbiano fortificato, dandomi una base solida che mi sono portato avanti negli anni. Una salita lenta: ho iniziato a 15/16 anni, e prima di fare i concerti che faccio attualmente il percorso è stato altalenante, ma essendo una persona molto perseverante ringrazio me stesso per non essermi mai arreso. Questa forza la applico tutt’ora nei vari palchi: mi sento sereno, sicuro di quello che faccio.
Sicuramente ho tanto da imparare e migliorare, ma cerco sempre di fare uno show esplosivo che rispecchi la mia personalità a 360 gradi, quindi sì, sono fiero degli inizi della mia carriera, perché mi hanno portato a essere quello che sono ora. E se c’è un problema lo affronto senza andare nel panico; anche avendo migliaia di persone davanti al palco, cerco sempre di trasmettere serenità, divertimento e sicurezza”.
Dopo il passaggio alla carriera solista, cosa è cambiato nel suo modo di produrre e di esibirsi dal vivo?
“Sono cambiate notevolmente tante cose, inizialmente avevo paura di intraprendere un percorso da solista, perché tutti ci conoscevano come duo, quindi mi sono dovuto reinventare. Le prime cose che ho fatto sono state creare un marchio solido che la gente conoscesse subito, e le prime mosse sono state quelle di fare una linea di abbigliamento con il mio nome, uscire con un singolo e video ufficiale collaborando tra Mamoiada, Silanus, Oristano e Napoli, di conseguenza più ascolti e visualizzazioni arrivando a quasi mezzo milione di ascolti. Il sound è cambiato negli anni, cerco sempre di garantire un singolo estivo all’anno, cerco continuamente collaborazioni nazionali e non solo, come generi vario tanto, dal pop, all’house e techno, non ho un genere preciso ma credo più in quello che trasmetto sia nelle produzioni che nei live dando più qualità possibile e crescente”.
Le sue produzioni attraversano generi molto diversi. Qual è l’elemento che le rende sempre riconoscibili come “ThomC”?
“Credo che gli elementi che rendono riconoscibili le mie produzioni siano principalmente la struttura che do ai brani e il tipo di suoni che scelgo di utilizzare, piccoli dettagli che ricompaiono spesso in più tracce, anche quando appartengono a generi differenti. Questi particolari contribuiscono a creare un filo conduttore nel mio lavoro, rendendo ogni produzione immediatamente riconoscibile”
Cosa l’ha spinta a trasformare la passione per la musica, nata in giovanissima età, in una vera e propria carriera?
“Nasce tutto da quando ero piccolo, già a 7/8 anni non ascoltavo lo Zecchino d’Oro ma Michael Jackson e diversa musica americana, soprattutto hip hop come G Unit e Eminem. Crescendo sono stato attirato dalla musica elettronica, il mio mentore tra tutti, Tiësto. Mi sono innamorato di questo mondo da quando vidi su YouTube un suo set al Sensation White, quindi ho pensato: “Perché non ci provo anche io?” e da lì le prime produzioni e le prime serate. Poi, come ho fatto il salto in agenzia che mi ha garantito e seguito nei vari palchi, ho visto che l’emozione è come quella di 15 anni fa, come da quando ho iniziato. Io sono felice quando sono sul palco e credo non ci sia miglior risposta”.
Guardando al futuro, quale direzione artistica sente più vicina in questo momento?
“Sono ossessionato da questo mondo, da tutto quello che ci gira. Sto creando diverse cose nuove, tra cui un nuovo album in collaborazione con DaDe, socio ormai da anni; una collaborazione con un cantante spagnolo, chiusa definitivamente, che uscirà per l’estate 2026; e un altro progetto parallelo con suoni più house e techno, quindi meno commerciali, in modo da avere più supporto internazionale. Il mio obiettivo è sicuramente suonare in tutta Europa e arrivare in America. Voglio vivere di questo, unire al 100% passione e lavoro. Consapevole che ho ancora tanto da imparare e migliorare, non mi sento arrivato: sono solo all’inizio”.
