Il Vangelo di domenica 11 maggio 2025.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,27-30
Domenica 11 maggio 2025
In quel tempo, Gesù disse: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola”.
La riflessione di don Alejandro Garcia Quintero.
Immaginatevi Gesù che passeggia nel tempio per i fatti suoi, l’evangelista dice era pieno inverno, lo sottolinea. Per l’ennesima volta chiesero a Gesù “Se tu sei il Cristo dillo a noi apertamente!”. Pensate quanto avevano il cuore di ghiaccio, che persone fredde e insensibili che nonostante tutte le volte che lo aveva detto e dimostrato con segni e prodigi questi continuavano a chiedere “chi sei? Sei il Cristo?”. Non è un caso che nel capitolo 10: Giovanni sottolinea questo: era inverno!
Gesù risponde alla domanda dei giudei dicendo: “ve l’ho detto e non ci credete, e non ci credete perché non siete mie pecore” e allora qui si inserisce il discorso che abbiamo ascoltato nel brano evangelico odierno: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco, esse mi seguono”.
Potremmo forse dire che oggi c’è un conflitto tra stagioni, da una parte ci sono i farisei nel vangelo che vivono in un perenne inverno, freddi, insensibili alle parole del Signore che scivolano addosso, incapaci di amare gli altri e di lasciarsi amare, dall’altra ce la primavera di un annuncio nuovo, la nascita di una speranza, quella speranza predicata da san Pietro che guarisce uno storpio e annuncia che il Cristo, ucciso, morto, è risorto e non c’è altro nome sotto il cielo sotto il quale noi possiamo essere salvati, felici!
Il Signore vuole che viviamo in questa gioia nuova e primaverile dovuta alla sua Risurrezione, gioia perché siamo con lui, siamo suoi amici, siamo suoi testimoni e vivremo per sempre con Lui. Quanto spesso invece capita che preferiamo roderci il fegato con le nostre gelosie, invidie, contrasti tra di noi per problemi che molto spesso ingigantiamo, oltre il dovuto, ci prendiamo troppo sul serio e finisce che non accogliamo l’annuncio di un Dio fatto carne, che muore e risorge, finisce che rinneghiamo il comandamento dell’amore e la pace e lapidiamo il Signore anche noi. Che stagione c’è dentro il mio cuore e nella mia mente?
Chi è il mio pastore?
