Vangelo di domenica 3 maggio, lettura e commento di don Alejandro

Don Alejandro Garcia Quintero

Il Vangelo di domenica 3 maggio 2026.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,1-12
Domenica 3 maggio 2026

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

La meditazione.

Le parole che abbiamo sentito nel Vangelo sono parte di un discorso che Gesù ha fatto ai discepoli prima della sua crocifissione. Per l’esattezza siamo nel cenacolo, poco dopo aver riannunciato ai suoi amici cosa stava per accadere: annuncia loro il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e la sua morte. Ecco perché il Vangelo nella liturgia oggi comincia con: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”.

Quella di Gesù è una richiesta di fiducia in Dio Padre e anche in Lui, in quel momento in cui stavano per prendere una via e stavano andando incontro a morte certa, a persecuzione. Come quando arriviamo davanti a un bivio se scegliere la via bella o quella brutta, chiunque sceglierebbe quella bella, luminosa, con i fiori e gli uccellini e non certo quella buia, coi rovi in mezzo al cammino. Eppure Gesù sceglie proprio questa seconda e lo dice apertamente, affermando che la scelta non è tra la via bella e quella brutta ma tra quella facile e quella giusta.

Quando Filippo gli dice “non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via” non dobbiamo pensare che Filippo non avesse ancora capito, dopo tre anni, dove volesse andare a parare Gesù. Semplicemente non vuole accettarlo. Ancora non si fida totalmente del fatto che proprio attraverso la debolezza e il dono totale della sua vita Gesù vince e ci dona un modo nuovo di vivere totalmente affidato a Lui.

Il mese mariano.

Inizia il mese mariano e non si può non pensare a come Gesù abbia in qualche modo respirato questo stile in casa con Maria. Lei per prima si è fidata totalmente di Dio Padre, che le mostrava non una via facile ma quella giusta. Non comprendeva tutto il disegno, ma decide di fidarsi di Dio, della sua parola, anche davanti al pericolo della lapidazione e davanti a quello che alla fine della vita del figlio sarebbe stato lo scandalo e lo strazio della croce.

Il mese mariano è il mese dei fiori che sbocciano, delle piante che esplodono di vita e spandono i profumi della primavera e dell’estate che arriva. Si chiede alla Beata Vergine Maria di aiutare a fidarsi di Dio, della sua parola, delle opere che continuamente si vedono intorno e che portano il suo profumo. Davanti anche ai momenti difficili si sente rivolta a ciascuno quella tenera frase: “Non sia turbato il tuo cuore, abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me!”.

Informazioni su Alejandro Garcia Quintero 57 Articoli
Mi chiamo don Alejandro Garcia Quintero e sono sacerdote cattolico dell'arcidiocesi di Oristano. Vivo la mia vocazione servendo le comunità come parroco di San Costantino Magno a Siamaggiore, di Maria Vergine Assunta a Massama e di San Giacomo Apostolo a Nuraxinieddu, e come rettore di Santa Maria in Pardu Nou. Ogni giorno accompagno i fedeli nella preghiera, nella fede e nella vita comunitaria, cercando di portare conforto e guida spirituale. La mia missione è essere presente nelle gioie e nelle difficoltà della gente, testimoniando con la vita l’amore di Dio. Vivere questa responsabilità mi riempie di gratitudine e di dedizione totale al Signore e alla sua Chiesa.