La musica di Miniere Sonore a Oristano.
Il chiostro dell’Hospitalis Sancti Antoni torna a trasformarsi in uno spazio dedicato alla ricerca musicale con la diciannovesima edizione di Miniere Sonore, il festival di musiche attuali organizzato dall’associazione culturale Heuristic con la direzione artistica di Stefano Casta. La manifestazione, in programma a Oristano dal 25 al 29 agosto, propone quindici concerti distribuiti nell’arco di cinque serate, tutte con inizio alle 21, attraversando linguaggi che vanno dalla musica elettronica ed elettroacustica all’improvvisazione, dal jazz sperimentale all’ambient, fino all’avant-pop e alle performance multimediali. L’edizione 2026 è accompagnata dal tema “Frontiere immaginarie. Il potere di creare mondi e oltrepassarne i confini”, che individua nella musica uno spazio nel quale sperimentare nuove forme di ascolto e di relazione.
Gli eventi in programma giovedì 27 agosto.
La serata di giovedì 27 agosto sarà aperta da Sprigu, progetto di improvvisazione elettroacustica affidato a Marco Coa e Andrea Sanna, entrambi impegnati al Rhodes piano e nella gestione della live electronics. La disposizione dei due musicisti, collocati uno di fronte all’altro, diventa parte integrante della performance. I suoni prodotti dai due strumenti vengono elaborati e rimandati nello spazio attraverso cellule musicali, loop, glitch e soundscape, creando un dialogo destinato a modificarsi progressivamente. Il progetto lavora sulle possibilità timbriche e ritmiche del Rhodes, portandolo in una dimensione nella quale psichedelia ed elettronica d’avanguardia si incontrano. La struttura della performance nasce dall’interazione continua tra i due musicisti, con materiali sonori che si sovrappongono, si trasformano e costruiscono progressivamente un unico tessuto musicale.
L’altra protagonista sarà Francesca Remigi.
A seguire sarà protagonista Francesca Remigi, batterista e compositrice, con “Empowered Drums”, una performance solista che combina batteria ed elettronica. Al centro della ricerca si trova uno strumento che viene utilizzato non soltanto nella sua funzione tradizionale, ma anche come elemento di elaborazione e produzione sonora. Quattro trasduttori consentono infatti alla batteria di assumere contemporaneamente diversi ruoli: sorgente acustica, sistema per l’amplificazione degli output elettronici e dispositivo attraverso il quale produrre feedback elettroacustici controllati. Lo strumento entra quindi direttamente nel processo creativo e diventa una componente attiva della composizione.
La conclusione di Passepartout Duo.
La conclusione della serata sarà affidata a Passepartout Duo, formazione italo-statunitense composta da Nicoletta Favari e Christopher Daniel Salvito, che presenterà “Pieces from Places”. Il duo porterà sul palco un insieme articolato di strumenti, comprendente tastiere, elettronica, percussioni, sintetizzatori elettromagnetici e strumenti a corda collocati orizzontalmente. Il progetto è il risultato di anni di viaggi, incontri e confronti con tradizioni musicali differenti, maturati in luoghi che comprendono, tra gli altri, la Spagna e la Cina. La ricerca sviluppata dai due musicisti mette insieme elementi di minimalismo, poliritmia e melodie essenziali, affiancandoli a polifonie che richiamano repertori antichi e a sonorità ottenute attraverso strumenti e dispositivi elettronici. Il risultato si muove tra elementi riconoscibili e soluzioni più stranianti, creando un confronto tra memoria musicale e ricerca contemporanea.
Gli eventi in programma venerdì con Miniere Sonore a Oristano.
La programmazione proseguirà venerdì 28 agosto con “Microcosm” di Federica Deiana, performance ambient costruita sul rapporto tra suono, spazio e percezione del tempo. Sintetizzatori analogici e digitali saranno messi in relazione con registrazioni provenienti dall’ambiente naturale e urbano, dando forma a una composizione articolata attraverso differenti livelli sonori. Il progetto sviluppa un paesaggio musicale caratterizzato da texture leggere e frequenze profonde, con una dimensione che richiama quella cinematografica. I suoni naturali e urbani diventano parte della composizione e contribuiscono a delineare un percorso tra memoria, ambiente e dimensione interiore.
L’esibizione del trio di musiciste.
La seconda proposta della serata sarà “Sfera” di Nicolson, trio formato da Nicoletta Nardi alla voce, Susanna Sallemi al pianoforte e alla voce e Livia De Romanis al violoncello e alla voce. La ciclicità costituisce il principio intorno al quale viene sviluppato il progetto, caratterizzato dalla ripetizione e dalla trasformazione di immagini, temi e sonorità. Le tre musiciste intrecciano le rispettive voci con il pianoforte e il violoncello, costruendo un percorso nel quale i giochi ritmici e i dialoghi strumentali ampliano i confini della canzone d’autore. La scrittura si avvicina così all’avant-pop, mantenendo una dimensione raccolta e personale. “Sfera” sviluppa una narrazione musicale nella quale la percezione del tempo assume una forma circolare e gli elementi individuali vengono messi in relazione con una dimensione più ampia.
La chiusura della quarta giornata.
A chiudere la quarta giornata sarà “Fields”, progetto di libera improvvisazione che riunisce il chitarrista Enzo Rocco e il batterista Ferdinando Faraò. Il rapporto artistico tra i due musicisti, avviato nel 2017 e documentato anche attraverso l’album omonimo, si sviluppa all’interno di una ricerca legata all’improvvisazione e alla sperimentazione jazzistica. Rocco, attivo sulla scena internazionale dagli anni Novanta, ha collaborato nel corso della sua attività con musicisti come Lol Coxhill, Veryan Weston, Giancarlo Schiaffini, Carlo Actis Dato e Barre Phillips. In “Fields” confluiscono esperienze e riferimenti differenti, dalla free music al jazz, passando per il gagaku e la dodecafonia, fino alle influenze del rock di Canterbury. La performance nasce dal confronto diretto tra chitarra e batteria, senza una struttura vincolata a una precisa appartenenza stilistica. L’interazione tra i due musicisti si sviluppa attraverso l’ascolto reciproco e la risposta immediata alle sollecitazioni sonore, mantenendo aperta la composizione durante l’esecuzione.
La mostra all’Hospitalis Sancti Antoni che ospita Miniere Sonore a Oristano.
Parallelamente al programma musicale, fino a sabato 29 agosto sarà possibile visitare negli spazi dell’Hospitalis Sancti Antoni la mostra “Ci vedete davvero?”, dedicata all’artista libanese Mazen Kerbaj. L’esposizione presenta illustrazioni tratte dal libro “Gaza in My Phone” ed è curata da Caroline Wehbe in collaborazione con la Pinacoteca Carlo Contini e la direttrice Silvia Loddo.
