A Oristano il saluto del colonnello dei carabinieri Steven Chenet.
Dopo tre anni alla guida del Comando provinciale dei Carabinieri di Oristano, il colonnello Steven Chenet si appresta a lasciare l’incarico per assumere un nuovo ruolo nella 2ª Brigata Mobile Carabinieri di Livorno, dove sarà Capo Ufficio O.A.I.O.
L’arrivo del comandante dei carabinieri Steven Chenet a Oristano.
Era l’11 settembre 2023 quando l’ufficiale si presentò alla città di Oristano, arrivando dalla provincia di Caserta. Prima dell’approdo in Sardegna aveva infatti guidato il Reparto Territoriale di Mondragone, impegnato in una realtà particolarmente complessa, caratterizzata dalla presenza della criminalità organizzata e da fenomeni legati alla criminalità straniera, con una specifica attività investigativa nel territorio di Castel Volturno e nel contrasto ai clan dei Casalesi.
La prevenzione dei reati nel territorio dell’Oristanese.
Nel periodo trascorso alla guida dell’Arma oristanese, l’attività del Comando provinciale si è sviluppata lungo le direttrici della prevenzione, del controllo del territorio e del contrasto ai fenomeni criminali. Un’azione che ha coinvolto il capoluogo e i 76 Comuni della provincia, dove i Carabinieri procedono per circa l’88 per cento dei delitti, tentati o consumati. Nei centri periferici, inoltre, le Stazioni dell’Arma costituiscono spesso l’unico presidio di polizia presente in modo stabile, assumendo un ruolo che va oltre la semplice attività di sicurezza e diventando un punto di riferimento quotidiano per le comunità locali.
L’attenzione alle fasce più vulnerabili.
Particolare attenzione viene rivolta alle fasce più vulnerabili della popolazione, alle persone anziane e alla prevenzione delle nuove forme di criminalità. L’evoluzione dei fenomeni delittuosi ha richiesto un progressivo adeguamento delle modalità operative, affiancato dalla formazione del personale, dall’utilizzo delle nuove tecnologie e da campagne di informazione rivolte soprattutto a chi è maggiormente esposto ai rischi.
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Tra le operazioni anche la truffa del finto carabiniere.
Tra le emergenze affrontate nel triennio hanno assunto un peso rilevante le rapine e, soprattutto, le truffe ai danni degli anziani. Il fenomeno delle cosiddette truffe del “finto carabiniere” o del “finto Avvocato” è stato affrontato non soltanto attraverso la prevenzione e la sensibilizzazione, ma anche con una specifica strategia investigativa. L’analisi delle modalità operative dei gruppi criminali provenienti dalla penisola ha portato il Comando provinciale a elaborare un modello operativo rafforzato, finalizzato ad attivare rapidamente e contemporaneamente più dispositivi investigativi e operativi. L’obiettivo era individuare i responsabili prima che potessero lasciare la Sardegna e recuperare, quando possibile, il denaro e i preziosi sottratti alle vittime.
Diversi reati particolarmente gravi.
Per rendere più efficace l’azione, i carabinieri hanno mantenuto un costante scambio di informazioni con i Comandi provinciali di Cagliari, Nuoro e Sassari, creando una rete operativa in grado di intervenire anche quando le ricerche dei responsabili oltrepassavano i confini della provincia di Oristano. Le indagini hanno inoltre portato a una diversa qualificazione di alcuni episodi particolarmente gravi. Dietro quello che inizialmente poteva apparire come una semplice truffa aggravata, gli investigatori hanno individuato condotte caratterizzate da minacce e fortissime pressioni psicologiche. Le vittime, già dalla prima telefonata, sarebbero state poste in una condizione di paura tale da essere costrette a consegnare denaro e oggetti di valore custoditi nelle proprie abitazioni. Da qui la contestazione di ipotesi di estorsione.
Fermi e arresti anche oltre il Tirreno.
Su queste basi si sono sviluppate le operazioni Shield-1, Shield-2, Shield-3 e Shield-4, che hanno consentito di intervenire sulla rete dei presunti responsabili su entrambi i versanti. Da una parte gli investigatori hanno individuato i cosiddetti “trasfertisti” direttamente in Sardegna, arrivando a bloccarli in strutture ricettive oppure nei pressi degli scali portuali di Cagliari e Olbia, anche poco prima della partenza con la refurtiva. Dall’altra, l’attività investigativa ha raggiunto le basi operative dei gruppi criminali in Campania. Una collaborazione consolidata a partire dall’estate del 2024 ha permesso ai militari del Comando di Oristano, insieme ai colleghi dell’Arma della Campania, di eseguire fermi e arresti anche oltre il Tirreno, intervenendo direttamente nei territori da cui partivano i gruppi criminali.
Il contrasto alla coltivazione e alla produzione di cannabis.
Un altro fronte particolarmente significativo ha riguardato il contrasto alla coltivazione e alla produzione di cannabis. Il fenomeno ha registrato una recrudescenza soprattutto nel corso del 2025, dando origine a una serie di attività investigative condotte dalle Compagnie di Oristano, Ghilarza e Mogoro e dal Nucleo Investigativo. Nel corso delle operazioni Aristeo, Demetra, Sirio, Cassiopea-Four e Five-Eyes sono state individuate e sequestrate cinque maxi-piantagioni, per un totale superiore alle 20mila piante. Le attività hanno portato anche all’arresto in flagranza di 25 persone, sorprese nelle diverse fasi della coltivazione e della lavorazione dello stupefacente.
Fondamentale il contributo dei Cacciatori di Sardegna.
Le indagini hanno richiesto attività di osservazione, controllo e pedinamento, ricognizioni sul territorio e il ricorso a personale specializzato. In questo contesto è stato determinante il contributo dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori di Sardegna”, impiegato soprattutto nelle zone più difficili da raggiungere, insieme all’attività di aerocooperazione dell’11° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Elmas. La combinazione delle diverse capacità operative ha consentito di predisporre interventi mirati nelle aree interessate dalle attività illecite, rafforzando il controllo anche nelle zone più impervie della provincia.
La presenza quotidiana nelle stazioni carabinieri di Oristano.
Accanto alle grandi operazioni investigative, il lavoro dell’Arma ha continuato a svilupparsi attraverso la presenza quotidiana delle Stazioni Carabinieri. È soprattutto nei piccoli Comuni che questo presidio assume una particolare rilevanza, mantenendo un rapporto diretto con i residenti e assicurando continuità nell’attività di prevenzione e nella risposta alle richieste dei cittadini. La presenza capillare delle stazioni rappresenta infatti uno degli elementi caratterizzanti dell’organizzazione territoriale dell’Arma. Nei centri più piccoli, spesso contraddistinti da una forte identità locale, le caserme diventano luoghi di riferimento per la comunità e contribuiscono a mantenere quel rapporto diretto tra istituzioni e cittadini che costituisce una componente importante dell’attività di sicurezza.
L’impegno nella tutela delle vittime vulnerabili.
Durante il triennio è proseguito anche l’impegno nella tutela delle vittime vulnerabili e nel contrasto alla violenza di genere. In questo ambito continua l’attività della “Stanza tutta per sé”, realizzata all’interno del Comando provinciale in collaborazione con Soroptimist International. Lo spazio è stato concepito per offrire alle vittime un ambiente dedicato all’accoglienza e all’ascolto, favorendo condizioni più adeguate per affrontare situazioni di particolare delicatezza.
Il trasferimento del colonnello dei carabinieri di Oristano Steven Chenet.
Ora, con il trasferimento alla 2ª Brigata Mobile Carabinieri di Livorno, per il colonnello Chenet si apre una nuova fase professionale. Nel momento del passaggio di consegne, l’ufficiale ha rivolto il proprio ringraziamento ai Carabinieri del Comando provinciale di Oristano e ai comandanti delle diverse articolazioni operative, riconoscendo nel lavoro quotidiano dei militari e nella loro professionalità la base dei risultati ottenuti. Il saluto ha coinvolto anche le istituzioni del territorio. Chenet ha espresso gratitudine al Prefetto, alle autorità locali, ai sindaci, alla magistratura, alle altre Forze di polizia e agli organi di informazione per la collaborazione sviluppata nel corso del suo mandato. Un ringraziamento particolare è andato ai cittadini della provincia di Oristano, con i quali l’Arma ha consolidato in tre anni un rapporto basato sulla collaborazione, sull’ascolto e sulla fiducia reciproca.
