L’appuntamento con Victor Agius a Oristano.
Sarà il Foro Boario di Oristano ad accogliere lunedì 31 agosto un appuntamento dedicato all’arte contemporanea e alla ricerca sui materiali, con l’apertura al pubblico del lavoro sviluppato da Victor Agius, artista maltese impegnato da alcuni giorni in una residenza artistica in Sardegna.
L’arrivo di Victor Agius a Oristano.
Agius è arrivato nell’Oristanese il 22 agosto e sta portando avanti un percorso di ricerca che mette al centro la terra, la ceramica e il rapporto tra materia, ambiente e memoria. La sua permanenza nasce dalla collaborazione tra il Teatro di Sardegna, recentemente diventato gestore del Teatro Garau, e la Pinacoteca comunale Carlo Contini. L’iniziativa si inserisce inoltre nel quadro delle attività legate alla candidatura di Victoria, nell’isola di Gozo, a Capitale Europea della Cultura 2031. La presenza dell’artista maltese si colloca all’interno di Studio di Studi. Incontri, laboratori, studi d’artista al Foro Boario, progetto promosso dalla Pinacoteca che trasforma lo spazio in un luogo di produzione e confronto aperto alla città. L’obiettivo è permettere al pubblico non soltanto di vedere il risultato finale di un’opera, ma anche di avvicinarsi alle fasi di ricerca, sperimentazione e costruzione che precedono la sua realizzazione.
Il Foro Boario ospita il lavoro di diversi artisti.
Nel corso del progetto, il Foro Boario ospita il lavoro di diversi artisti, tra cui Gianluigi Concas, Tonino Mattu, Michele Mereu, Marta Scanu, Giuliana Sordi, Claudia Testa e Alfredo Tanchis. La presenza di Agius amplia così il percorso verso una dimensione internazionale, creando un collegamento diretto tra Sardegna e Malta attraverso pratiche artistiche accomunate dall’attenzione per il territorio e per la cultura mediterranea.
L’artista sta concentrando la propria ricerca sulle pratiche della tradizione mediterranea.
Durante la residenza oristanese, l’artista sta concentrando la propria ricerca sui gesti e sulle pratiche che appartengono alla tradizione mediterranea. La Sardegna è diventata per Agius un nuovo terreno di osservazione, nel quale confrontarsi con la storia dell’isola, i suoi monumenti antichi, il paesaggio e le forme del rituale. Il percorso non si limita a un’unica tecnica. L’artista sta infatti sperimentando differenti materiali e linguaggi, lavorando con la carta, l’argilla e i pigmenti e sviluppando anche un intervento site-specific immerso nella natura nei dintorni di Oristano. La ricerca prende forma quindi attraverso un rapporto diretto con i luoghi, utilizzando la materia come strumento per interrogare la memoria e il legame tra l’uomo e l’ambiente.
Un’occasione per osservare da vicino una ricerca ancora in divenire.
Uno degli elementi centrali del lavoro di Agius è proprio il rapporto tra il paesaggio e l’esperienza umana. Le opere che sta sviluppando durante la residenza guardano alla dimensione spirituale e alla memoria culturale della Sardegna, mettendo in relazione ciò che appartiene alla storia dell’isola con la natura che ancora oggi ne caratterizza il territorio. Il confronto con la Sardegna assume per l’artista anche un significato particolare per le analogie che emergono con Gozo, sua isola d’origine. Due territori insulari del Mediterraneo che, pur appartenendo a contesti differenti, condividono una forte presenza della dimensione rurale, della pietra, dei rituali e di una cultura profondamente legata al paesaggio. L’appuntamento di lunedì rappresenta quindi un’occasione per osservare da vicino una ricerca ancora in divenire e conoscere il processo attraverso il quale l’artista sta trasformando suggestioni, materiali e osservazioni raccolte sul territorio in nuove opere.
Il percorso di Victor Agius.
Victor Agius vanta un percorso internazionale nel campo della ceramica e dell’arte contemporanea. Ha preso parte all’European Ceramic Context di Bornholm e ha esposto alla Galleria Eduardo Secci nell’ambito di una mostra curata da Pietro Gagliano. Il suo lavoro è stato inoltre presentato al Mic – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, con la curatela di Irene Biolchini, ed è stato selezionato per due edizioni del Premio Faenza. Nel 2026 una sua installazione è stata selezionata per la Biennale di Malta, curata da Rosa Martínez. Agius è inoltre membro dell’International Academy of Ceramics. L’apertura del Foro Boario consentirà al pubblico di entrare nel vivo di una ricerca che unisce ceramica, terra, natura e memoria e che, attraverso il confronto tra Sardegna e Gozo, porta una prospettiva artistica internazionale costruita attorno a uno dei temi più profondi della cultura mediterranea: il rapporto tra le persone e i luoghi che abitano.
