Da Usellus a Cagliari, la Staffetta dell’Inclusione prosegue a piedi

Staffetta dell'Inclusione Usellus

La Staffetta dell’Inclusione proseguirà da Usellus a Cagliari.

Non è stato soltanto un cambio di partecipanti lungo un percorso di 353 chilometri. A Usellus il passaggio del testimone della Staffetta dell’Inclusione ha assunto un significato più ampio, perché è avvenuto nel giorno della festa di San Bartolomeo, patrono del paese. Le strade della comunità hanno così accolto contemporaneamente una delle ricorrenze più sentite dalla popolazione e una delle tappe della sesta edizione di InSuperAbile 2026. I ciclisti, arrivati alla conclusione della loro parte di percorso, hanno affidato il testimone ai camminatori, che da quel momento hanno proseguito a piedi lungo il Cammino di Bonaria, con destinazione Cagliari. Un passaggio che ha segnato un cambiamento nel modo di affrontare il viaggio, ma non nella direzione della staffetta.

Il percorso è proseguito a piedi con un altro gruppo di partecipanti.

Le biciclette hanno lasciato spazio ai passi e il percorso è andato avanti attraverso un nuovo gruppo di partecipanti. Dietro alla consegna del testimone c’è però il significato stesso dell’iniziativa: nessuno è chiamato a percorrere l’intera strada da solo. Ogni partecipante affronta il proprio tratto, contribuisce con le proprie energie e, una volta arrivato al termine, consegna idealmente il percorso a chi viene dopo.

La Staffetta dell’Inclusione è passata a Usellus nel giorno della festa patronale.

A Usellus questo messaggio si è inserito in una giornata già particolarmente importante per la comunità. La festa di San Bartolomeo rappresenta infatti uno degli appuntamenti più sentiti del paese e richiama la popolazione intorno alla tradizione, alla propria identità e alla devozione per il Santo Patrono. La presenza della Staffetta dell’Inclusione ha aggiunto un’altra dimensione alla giornata. Da una parte la comunità si è ritrovata per celebrare una ricorrenza profondamente legata alla propria storia; dall’altra InSuperAbile ha fatto tappa nel paese durante il suo attraversamento della Sardegna, portando con sé un messaggio di inclusione, solidarietà e superamento delle barriere.

Il passaggio del testimone è avvenuto idealmente con la cittadinanza.

Due percorsi differenti si sono quindi incontrati nello stesso luogo e nello stesso momento. La festa patronale e la staffetta hanno avuto origini e significati diversi, ma hanno trovato un elemento comune nella partecipazione collettiva e nella possibilità di condividere uno spazio, un momento e un’esperienza. Il passaggio del testimone non è avvenuto soltanto tra ciclisti e camminatori. Idealmente, a raccoglierlo è stata anche la cittadinanza di Usellus, che ha accolto il gruppo e ne ha condiviso il viaggio. Il testimone consegnato dai ciclisti ha rappresentato così molto più di un semplice oggetto necessario per continuare la staffetta. Dentro quel gesto sono stati simbolicamente trasferiti anche i chilometri già percorsi, la fatica affrontata, gli incontri avvenuti lungo la strada, le accoglienze ricevute e le storie raccolte durante il tragitto. Tutto ciò che era stato vissuto nella parte precedente del percorso è passato ai camminatori, chiamati a portare avanti il viaggio.

La meta verrà raggiunta attraverso il Cammino di Bonaria.

Da Usellus cambia quindi il ritmo della Staffetta dell’Inclusione. Le ruote lasciano spazio ai passi, la velocità diminuisce e il percorso prosegue a piedi. A rimanere invariata è invece la meta: Cagliari, raggiunta seguendo il Cammino di Bonaria. InSuperAbile 2026 sta infatti attraversando la Sardegna lungo un itinerario complessivo di 353 chilometri, da Olbia a Cagliari. Il progetto utilizza il viaggio e l’esperienza del cammino per raccontare l’inclusione non come un concetto astratto, ma attraverso situazioni concrete e condivise. Il percorso diventa così un’esperienza fatta di movimento e fatica, ma anche di incontri e relazioni. La possibilità di procedere insieme, rispettando le capacità, i tempi e le differenze di ciascuno, costituisce uno degli elementi centrali della staffetta.

Informazioni su Pietro Serra 1.637 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.