
La maxi fuga di dati dall’app Tea App non ha coinvolto Oristano.
Nessun utente della provincia di Oristano risulta coinvolto, ma la violazione che ha colpito Tea App, popolare piattaforma di dating femminile, sta sollevando allarme a livello nazionale. L’app, lanciata nel 2023 e pensata per consentire alle donne di condividere valutazioni sugli uomini frequentati, è finita al centro di una grave fuga di dati dopo un attacco informatico che ha messo in rete circa 72mila file sensibili.
I file in rete rischiano di aprire la strada a ricatti ed estorsioni.
I dati diffusi anonimamente su un forum includevano selfie, documenti d’identità, numeri di telefono, conversazioni private e informazioni delicate, come confessioni su relazioni extra, aborti o tradimenti. In alcuni thread sarebbe apparsa persino una mappa delle localizzazioni degli iscritti, poi rimossa, mentre tra i file risultano circa 13mila immagini di volti e documenti personali. Gli esperti di cybersicurezza avvertono che simili fughe aprono la strada a rischi di ricatti e di pubblicazioni non autorizzate, con nomi reali e messaggi intimi facilmente sfruttabili per estorsioni o doxxing.
L’applicazione conta milioni di utenti.
Tea App, che conta oltre 4,6 milioni di utenti negli Stati Uniti e poche migliaia anche in Italia, ha confermato l’attacco e avviato un’indagine con specialisti esterni, collaborando con le autorità competenti. La società ha spiegato che i file trafugati appartengono a iscritti precedenti al febbraio 2024, archiviati in un sistema ormai dismesso, e ha sospeso in via precauzionale la funzione di messaggistica. L’episodio ha messo in luce quanto la protezione dei dati sia cruciale per i servizi di dating online, soprattutto quando l’accesso richiede immagini e documenti per instaurare fiducia tra le utenti. La vicenda di Tea App, che trae ispirazione dai gruppi social “Are We Dating the Same Guy?”, mostra come il confine tra sicurezza e vulnerabilità possa diventare estremamente sottile senza adeguate misure di tutela digitale.

