Il nuovo carico di pale eoliche è partito dal porto di Oristano.
Il porto di Oristano continua ad essere un punto nevralgico per il trasporto di componenti per le pale eoliche. Questo pomeriggio, intorno alle 15, cinque tir hanno lasciato il porto, proseguendo una serie di movimentazioni che sembrano non conoscere soste. I convogli trasportano rotori, piloni, batterie e altri componenti essenziali per l’installazione degli impianti eolici. La giornata era iniziata già con un primo convoglio di rotori uscito alle 8 del mattino.
La presenza della polizia di Stato per vigilare sull’ordine pubblico.
A vigilare su queste operazioni, oltre agli addetti ai lavori, ci sono anche tre auto civili della Digos e una della polizia di Stato, a dimostrazione della grande attenzione delle forze dell’ordine su queste movimentazioni.
Non tiene si tiene conto delle esigenze delle persone e dell’ambiente.
Gli attivisti sostengono che la proliferazione degli impianti eolici stia avvenendo a discapito dell’ambiente e delle comunità locali, accusando le aziende di sfruttare le risorse naturali senza un adeguato ritorno per i territori. “Non siamo contro le energie rinnovabili – ha dichiarato uno dei presenti -. Siamo contro un modello di sviluppo che non tiene conto delle esigenze delle persone e dell’ambiente. Questi impianti stanno alterando il paesaggio e non apportano benefici reali alle comunità locali della Sardegna”.
L’impegno degli attivisti a Oristano contro l’invasione di pale eoliche.
Le proteste, che si stanno facendo sempre più accese, hanno visto la partecipazione di residenti, ambientalisti e rappresentanti delle associazioni locali. Su tutti il Gruppo Tutela Territorio Sardo (Gruttes) e “Is pipius no si tocant”. Cartelli, striscioni e cori caratterizzano le manifestazioni, che si svolgono pacificamente ma con determinazione. I manifestanti chiedono maggiore trasparenza nei processi decisionali e un coinvolgimento più attivo dei cittadini nelle scelte che riguardano il loro territorio.
I convogli continuano ad uscire dal porto senza sosta.
Dal canto loro, le aziende coinvolte nel settore dell’energia eolica difendono le loro operazioni, sostenendo che gli impianti contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2 e all’indipendenza energetica del Paese. Nel frattempo, i convogli continuano ad uscire dal porto, con il loro carico di speranze e controversie, simbolo di una transizione energetica che, per quanto necessaria, deve essere affrontata con attenzione e responsabilità.
