West Nile, l’opposizione chiede un Tavolo permanente a Oristano

Piazza Eleonora, Oristano - Comune di Oristano

L’opposizione in Comune a Oristano interviene sul virus West Nile.

La diffusione del virus West Nile nell’Oristanese non può più essere affrontata come una semplice emergenza stagionale. È questa la premessa alla base dell’Ordine del giorno presentato dall’opposizione in Consiglio comunale a Oristano, che propone la creazione di un Tavolo permanente, una Commissione tecnico-scientifica multidisciplinare e un Piano straordinario territoriale per la prevenzione e il controllo delle zanzare e degli altri insetti vettori. La richiesta arriva alla luce dei dati relativi agli ultimi due anni. Nel 2025, secondo quanto riportato nel documento, al 10 ottobre erano stati comunicati 39 casi sintomatici di West Nile nella provincia di Oristano, con quattro decessi. Numeri che avevano collocato l’Oristanese tra i territori maggiormente interessati dalla circolazione del virus.

La presenza del virus si è manifestata in modo significativo.

Il fenomeno, però, non si sarebbe esaurito con la stagione dello scorso anno. Anche nel 2026 la presenza del virus si è manifestata in modo significativo. Il Report numero 6 dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 2 settembre 2026, indica infatti 25 casi umani confermati di West Nile in Sardegna, tutti riferiti alla provincia di Oristano. Dodici sono classificati come forme neuroinvasive, altrettanti come forme febbrili, mentre un caso riguarda un donatore di sangue.

Il dato dell’evoluzione nel tempo.

A rendere particolarmente significativo il dato è anche la sua evoluzione nel tempo. Appena due settimane prima, al 19 agosto, i casi complessivi registrati dall’ISS nella provincia di Oristano erano 11. Il passaggio a 25 casi al 2 settembre evidenzia quindi una crescita consistente delle notifiche nella seconda metà di agosto. Il quadro nazionale riportato nello stesso documento segnala, alla data del 2 settembre, 521 casi confermati di infezione da West Nile e 26 decessi, con una circolazione del virus dimostrata in 75 province appartenenti a 19 regioni. La letalità nazionale calcolata dall’Iss sulle forme neuro-invasive autoctone confermate nel 2026 è pari al 9,4%, mentre nello stesso periodo del 2025 era del 14,6%.

Il virus West Nile continua a diffondersi in provincia di Oristano.

È proprio la ripetizione del fenomeno nell’Oristanese a spingere i promotori dell’Ordine del giorno a chiedere un cambio di approccio. L’obiettivo non sarebbe limitarsi a intervenire quando vengono individuati nuovi casi, ma comprendere quali caratteristiche ambientali e territoriali favoriscano la circolazione del virus e individuare misure strutturali per ridurre il rischio. Il territorio della provincia presenta, infatti, una particolare varietà di ambienti nei quali le zanzare possono trovare condizioni favorevoli alla proliferazione. Nel documento vengono indicati la vasta rete di canali irrigui e di bonifica, stagni e lagune, risaie e altre superfici agricole irrigue, allevamenti zootecnici, fossi e corsi d’acqua. A questi si aggiungono le aree urbane e periurbane, le reti per la raccolta delle acque meteoriche e le caditoie, parchi e aree verdi pubbliche e private, ecosistemi fluviali e costieri e la presenza di avifauna selvatica e migratoria.

La strategia non può quindi basarsi esclusivamente sugli interventi adulticidi.

Secondo i firmatari, la strategia non può quindi basarsi esclusivamente sugli interventi adulticidi effettuati dopo l’individuazione dei casi. Le disinfestazioni d’emergenza restano necessarie quando vengono disposte dalle autorità sanitarie, ma dovrebbero essere inserite in una programmazione preventiva distribuita lungo tutto l’anno, fondata sul monitoraggio dei vettori, sull’individuazione dei focolai larvali, sulla gestione delle acque e sulla pianificazione degli interventi.

La proposta di istituire un Tavolo permanente per la prevenzione.

Un capitolo specifico riguarda inoltre la zanzara tigre, l’Aedes albopictus: l’opposizione chiede di attuare un programma di controllo dedicato soprattutto agli ambienti urbani e periurbani, anche in considerazione del ruolo che l’insetto può svolgere nella trasmissione di altre arbovirosi. La presenza di specie differenti di zanzare e la possibilità che siano associate a malattie diverse, si legge nell’Ordine del giorno, rende necessario adottare interventi differenziati e basati su criteri scientifici. Da qui la proposta di istituire un Tavolo permanente per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da vettori, affiancato da una Commissione tecnico-scientifica di esperti. Quest’ultima dovrebbe riunire competenze in campo entomologico, epidemiologico, medico, veterinario, biologico, agronomico, ambientale, climatologico, idraulico e della pianificazione territoriale. La Commissione analizzerà sistematicamente l’intero territorio, superando la logica degli interventi successivi alla comparsa del contagio.

Il censimento dei potenziali focolai di virus West Nile a Oristano.

Il passaggio centrale della proposta riguarda la predisposizione di un Piano straordinario territoriale anti-zanzara per la prevenzione della West Nile, il controllo della zanzara tigre e delle altre arbovirosi. Il piano dovrebbe partire dal censimento dei potenziali focolai. L’obiettivo sarebbe individuare e georeferenziare canali, fossi, caditoie, tombini, ristagni d’acqua permanenti e temporanei, vasche, aree irrigue, risaie, zone umide, aree zootecniche, parchi e giardini, aree abbandonate e il reticolo idrografico urbano e periurbano, oltre a qualsiasi altro ambiente potenzialmente favorevole allo sviluppo delle larve. Tutti questi dati dovrebbero confluire in una Carta del rischio vettoriale del territorio oristanese, costruita attraverso sistemi Gis e aggiornata nel tempo utilizzando le informazioni provenienti dal monitoraggio entomologico, sanitario, veterinario, ambientale e climatico. La finalità indicata dai promotori è anticipare l’intervento rispetto all’emergenza: individuare prima le zone a rischio e sapere dove concentrare le attività di prevenzione.

La richiesta di procedere con urgenza al Comune di Oristano e alla Regione Sardegna.

L’Ordine del giorno impegna quindi il sindaco e la Giunta comunale di Oristano a chiedere con urgenza alla Regione Sardegna la convocazione di un Tavolo istituzionale straordinario sulla situazione della West Nile nell’Oristanese e la costituzione della Commissione tecnico-scientifica multidisciplinare. La Commissione dovrebbe inoltre elaborare, entro tempi definiti, il Piano territoriale anti-zanzara e anti-vettori, con sezioni specifiche dedicate alla West Nile e alla zanzara tigre. Tra le richieste figura anche la realizzazione della Carta del rischio vettoriale, attraverso il censimento e la georeferenziazione Gis dei principali focolai e delle aree considerate maggiormente esposte.

Un programma annuale di lotta larvicida preventiva.

Un altro punto riguarda l’avvio di un programma annuale di lotta larvicida preventiva, coordinato sul piano scientifico e avviato con sufficiente anticipo rispetto al periodo di maggiore proliferazione delle zanzare. A questo dovrebbero affiancarsi gli interventi adulticidi ritenuti necessari dalle autorità sanitarie nelle situazioni di emergenza, accompagnati da una valutazione sistematica della loro efficacia e dei risultati ottenuti. Il documento propone anche di allargare il Tavolo a una serie di soggetti istituzionali, scientifici e produttivi: Regione Sardegna, Asl 5 di Oristano, Provincia di Oristano, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, Arpas, Università, Consorzio di Bonifica dell’Oristanese, Comuni, Anci Sardegna, agenzie regionali competenti, organizzazioni agricole e zootecniche e specialisti nei diversi settori coinvolti.

L’invito alla Regione di predisporre risorse straordinarie.

Per sostenere le attività viene chiesto alla Regione di mettere a disposizione risorse straordinarie e pluriennali destinate al monitoraggio, alla ricerca, alla prevenzione, agli interventi larvicidi, alle attività di controllo e all’informazione della popolazione. Tra le proposte compare anche una campagna permanente di comunicazione rivolta ai cittadini, alle scuole, alle aziende agricole e zootecniche e alle categorie considerate maggiormente vulnerabili.

Il progetto guarda infine oltre l’emergenza attuale.

L’Ordine del giorno propone infatti alla Regione Autonoma della Sardegna di istituire a Oristano un Centro regionale per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da vettori, pensato come evoluzione stabile del Tavolo e della Commissione tecnico-scientifica. Il Centro dovrebbe occuparsi di ricerca, monitoraggio, formazione, prevenzione e supporto operativo per l’intero territorio regionale. Il messaggio conclusivo dei promotori è quello di abbandonare una gestione esclusivamente emergenziale del fenomeno. I casi e le vittime registrati nel 2025, uniti alla nuova circolazione del virus nel 2026, vengono indicati come elementi che richiedono una programmazione strutturale.

Chi sono i firmatari dell’Ordine del giorno per contrastare il virus West Nile a Oristano.

Umberto Marcoli ha presentato l’Ordine del giorno come primo firmatario. Con lui figurano Giuseppe Obinu, Maria Obinu, Carla Della Volpe, Maria Speranza Perra, Massimiliano Daga, Francesca Marchi e Francesco Federico.

Informazioni su Pietro Serra 1.711 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.