Terralba, l’esplosione finisce in tragedia: è morto Alejandro Luis Frau

Esplosione villetta Terralba

È morto Alejandro Luis Frau coinvolto nell’esplosione a Terralba.

È morto dopo due mesi di agonia Alejandro Luis Frau, il trentanovenne coinvolto nell’esplosione che il 17 maggio aveva sconvolto la zona tra via Boccaccio e la borgata di Tanca Marchesa, a Terralba, svegliando all’alba decine di residenti. Il decesso è avvenuto giovedì nel Centro grandi ustionati dell’ospedale civile Santissima Annunziata di Sassari, dove l’uomo era stato ricoverato in condizioni disperate sin dalle ore successive alla deflagrazione. Su di lui pendeva l’accusa di strage, formulata dagli inquirenti dopo i primi riscontri sull’origine dell’incendio.

Le fiamme in pochi istanti avevano avvolto l’abitazione.

La notizia della morte ha richiamato alla mente una vicenda che, fin dal primo momento, aveva fatto temere conseguenze ben più gravi per l’intero quartiere. L’esplosione, avvertita distintamente in più punti del paese, si era verificata poco dopo le 8 del mattino all’interno di una villetta al primo piano. L’onda d’urto aveva spaccato vetri e infissi, mentre una colonna di fumo si era alzata visibile anche a distanza, accompagnata dalle fiamme che in pochi istanti avevano avvolto parte dell’abitazione.

L’arrivo dei soccorritori era stato rapido.

In quei minuti concitati erano stati numerosi i residenti ad affacciarsi in strada, richiamati dal boato. L’allarme era scattato immediatamente e sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Oristano, impegnati a circoscrivere l’incendio e a evitare che le fiamme si propagassero alle abitazioni vicine. Una mobilitazione rapida, resa necessaria anche dalla posizione della casa, inserita in un contesto urbano dove il rischio di coinvolgimento di altre famiglie era apparso concreto fin dai primi istanti.

Alejandro Luis Frau era riuscito a uscire autonomamente dall’edificio.

Il proprietario dell’immobile, nonostante le ustioni gravissime, era riuscito a uscire autonomamente dall’edificio, raggiungendo l’ingresso prima di accasciarsi. Gli operatori sanitari del 118 lo avevano soccorso sul posto e trasferito d’urgenza a Sassari, dove era stato ricoverato nel reparto specializzato. I medici avevano giudicato subito critico il suo quadro clinico e, nonostante le cure, non avevano riscontrato miglioramenti nelle settimane successive. Il decesso è sopraggiunto a distanza di due mesi esatti, a causa delle complicazioni legate alle ustioni.

Le indagini avevano preso una direzione ben precisa.

Parallelamente, le indagini dei carabinieri avevano preso una direzione precisa già nelle ore successive all’esplosione. Gli accertamenti tecnici e le testimonianze raccolte tra chi si trovava nelle immediate vicinanze avevano escluso l’ipotesi di un incidente domestico. Gli investigatori avevano invece ricostruito un quadro compatibile con un gesto volontario. Alcuni presenti avevano riferito che l’uomo, subito dopo essere uscito dall’abitazione, avrebbe pronunciato frasi considerate rilevanti, tra cui “lo avevo detto che lo facevo” e “mi avete istigato”, elementi acquisiti agli atti dell’inchiesta. Con la morte del 39enne si chiude la vicenda sul piano umano, mentre sul fronte giudiziario restano gli elementi raccolti dagli inquirenti, che avevano portato alla contestazione del reato di strage. Un episodio che continua a essere ricordato in paese per l’impatto che ha avuto su un’intera comunità e per il rischio, concreto, che potesse trasformarsi in una tragedia ancora più grave.

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Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.