Dal mare all’arte, a Oristano la ricerca di Eva Koopmans

Entangled Shorelines

La ricerca di Eva Koopmans al Foro Boario di Oristano.

Il Foro Boario di Oristano torna a essere spazio di incontro tra il territorio e la ricerca artistica internazionale. Mercoledì 2 settembre, eccezionalmente nel giorno normalmente dedicato alla chiusura, la struttura ospiterà la presentazione del lavoro realizzato durante la residenza di Wandelende Duinen, organizzazione olandese nata dalla pratica artistica di Eva Koopmans. L’appuntamento arriva dopo la recente esperienza con l’artista maltese Victor Agius e rappresenta un nuovo passaggio nella collaborazione tra il Foro Boario e il Teatro di Sardegna, recentemente assegnatario della gestione del Teatro Garau di Oristano. Una sinergia che punta a collegare gli spazi culturali cittadini con progetti e reti artistiche di dimensione nazionale e internazionale.

Al centro della ricerca le comunità che abitano differenti territori costieri.

Wandelende Duinen è arrivata in Sardegna nell’ambito di Entangled Shorelines – a conversation piece, progetto sviluppato all’interno di In Situ Platform, rete europea dedicata alla creazione artistica nello spazio pubblico e in contesti non convenzionali, della quale il Teatro di Sardegna è partner. Al centro della ricerca ci sono le comunità che abitano differenti territori costieri e il rapporto tra persone, paesaggio e trasformazioni ambientali. Il progetto procede attraverso incontri, conversazioni, fotografie, racconti personali e conoscenze legate ai luoghi, trasformando ogni territorio attraversato in una nuova tappa di un percorso in continua evoluzione.

Entangled Shorelines aveva fatto tappa sull’isola olandese di Terschelling.

Prima dell’arrivo a Oristano, nel mese di giugno, Entangled Shorelines aveva fatto tappa sull’isola olandese di Terschelling, dove la residenza si era svolta nell’ambito dell’Oerol Festival. In Sardegna il lavoro si è arricchito di nuove immagini e testimonianze raccolte attraverso il confronto con la comunità locale. Durante la permanenza, Eva Koopmans ha incontrato gli abitanti del territorio, ascoltato storie ed esperienze e ampliato l’archivio fotografico del progetto. Il materiale raccolto contribuisce alla costruzione progressiva di una nuova rappresentazione della costa, osservata attraverso gli sguardi e la memoria delle persone che la vivono quotidianamente. Il lavoro artistico non viene definito prima dell’incontro con un luogo, ma si sviluppa proprio attraverso le relazioni instaurate con le persone e con il paesaggio. Le diverse prospettive raccolte confluiscono così in un archivio in movimento, mettendo in relazione territori costieri lontani attraverso esperienze, interrogativi e trasformazioni comuni.

Informazioni su Emanuele Canu 1.224 Articoli
Mi chiamo Emanuele Canu e lavoro come videomaker e fotografo. Raccontare storie attraverso immagini e video è la mia più grande passione, soprattutto quando si tratta di eventi pubblici e momenti di condivisione. Amo l’energia della movida, l’atmosfera viva delle serate e tutto ciò che accade davanti ai miei occhi, pronto a essere catturato. Nel tempo ho sviluppato anche un forte interesse per la conduzione, diventando presentatore di eventi. Mi piace stare a contatto con le persone, coinvolgerle e dare ritmo a ogni situazione, unendo creatività, comunicazione e presenza scenica in ogni esperienza professionale che vivo.