Narcotraffico, la minaccia è crescente anche in Sardegna

Carabinieri

La minaccia crescente del narcotraffico in Sardegna.

Il traffico mondiale di droga è un immenso e diffuso male sociale costituito dalla crescente minaccia degli stupefacenti che rovinano la vita di milioni di individui, spesso giovani e giovanissimi e nel contempo l’integrità e la stabilità di alcuni Governi. In molte parti del Pianeta la piaga della tossicodipendenza e del traffico illecito è ormai ad un livello di emergenza. La pericolosità del narcotraffico, da numerosi lustri la branca più remunerante dell’imprenditoria criminale, incide non solo sulla salute e sull’ordine pubblico, ma comporta numerosi pericoli tanto per l’economia, quanto, nei casi estremi, per la sicurezza nazionale degli Stati più a rischio. Rischio che può essere sfruttato da organizzazioni criminali dedite al narcotraffico capaci di impossessarsi di aree prive di sovranità, alimentando caos, disagio sociale e instabilità.

La Sardegna nel mirino del narcotraffico internazionale.

L’Italia, come anche la Sardegna, non sono immuni da questo fenomeno, anzi, attraverso criminalità organizzata tradizionale – ‘Ndrangheta, Camorra, Mafia Pugliese, Mafia Albanese, Mafia Nigeriana – e Criminalità Autoctona Sarda gestiscono, con vari networks associativi “imprenditoriali”, produzione, rotte del traffico e vendita delle diverse tipologie di droga. La cocaina, l’eroina, la marijuana e le cd droghe sintetiche la fanno da padrone.

Le macro-aree più importanti di produzione.

Per quanto riguarda le macro-aree più importanti di produzione e approvvigionamento delle principali droghe come eroina e cocaina sono: la cosiddetta “Mezzaluna d’Oro” ( Afghanistan, Pakistan, Iran), il cd “Triangolo d’Oro” ( Myanmar, Laos, Thailandia, Vietnam) e Colombia, Bolivia e Perù. Prende sempre più piede la produzione, in Sardegna, di Marijuana ad alto tasso di THC.

I trafficanti si diversificano in funzione delle destinazioni.

Le rotte utilizzate dai trafficanti si diversificano in funzione delle destinazioni e dei mezzi utilizzati. Per quanto attiene le spedizioni di eroina in uscita dall’Afghanistan, si segnala la “Rotta Meridionale”. Da qui la droga inizialmente viene trasferita in Iran. Dall’Iran lo stupefacente è veicolato verso la Turchia, fungendo da crocevia strategico e base logistica privilegiata per i narcotrafficanti degli oppiacei destinati al mercato europeo. Il principale punto d’ingresso è il varco doganale di Gurbulak. Una volta introdotto lo stupefacente attraverso questa direttrice, le organizzazioni criminali turche provvedono al trasferimento per Istanbul per poi proseguire verso i paesi europei, fra cui l’Italia e la Sardegna, utilizzando la tradizionale “Rotta Balcanica” (Bulgaria, Albania o Romania, Montenegro, Serbia, Bosnia e Slovenia).

La Sardegna al centro del narcotraffico internazionale.

La Sardegna, al centro del Mediterraneo, è investita dalla cd Rotta Balcanica. Il traffico dell’eroina è gestito principalmente dalla criminalità organizzata albanese e pugliese: la droga, introdotta dal versante macedone e greco, viene stoccata nei porti di Tirana e Valona, raggiungendo i porti italiani pugliesi per poi arrivare sino in Sardegna, attraverso il Tirreno.

Le rotte del traffico mondiale della cocaina.

Per quanto riguarda, invece, le rotte del traffico mondiale della cocaina si possono suddividere in rotte per mercati di consumo: dal “triangolo” colombiano, peruviano, messicano, al mercato americano e a quello europeo. La cocaina esportata in nord America passa per i Cartelli Messicani. Mentre la cocaina esportata in Europa è veicolata via mare e via aerea. Alcuni Stati dell’Africa occidentale sono veri e propri Hub di stoccaggio e smistamento della droga verso il nord Europa. L’esempio principe è quello della Guinea Bissau, dichiarato come “caso unico” di Stato Mafia dove politici, alte sfere militari e narcos fanno affari da decenni. L’Ndrangheta lo utilizza come uno dei suoi principali hub criminali. Un secondo hub di arrivo via mare della cocaina è il porto italiano di Gioia Tauro in Calabria.

La cocaina arriva, principalmente, attraverso lo stretto di Gibilterra utilizzando persino dei sommergibili a pilotaggio remoto. In definitiva l’Ndrangheta detiene il monopolio dei traffici illeciti – dal narcotraffico, al traffico di armi e esplosivo, al traffico di materiale nucleare- essendo l’organizzazione mafiosa italiana più insidiosa e penetrante caratterizzata da una pronunciata tendenza all’espansione nazionale e internazionale; la sua forza militare unita alla sua affidabilità economica e la quasi assenza di collaboratori di giustizia, costituiscono gli elementi che le hanno permesso nel tempo di diversificare i propri interessi alle attività delittuose e l’infiltrazione in settori economici leciti.

In Sardegna emergono stabili e funzionali saldature criminali autoctone.

Non solo nella Penisola, anche in Sardegna emergono stabili e funzionali saldature criminali autoctone con le organizzazioni di matrice mafiosa campane, pugliesi, albanesi e fra mafia nigeriana, presente a Sassari e Cagliari, e camorra. Per decenni si è creduto che la Sardegna godesse di un’impermeabilità da infiltrazione e penetrazione mafiosa tradizionale come Camorra e ‘Ndrangheta. Però così non è.

Proprio sull’isola, negli ultimi cinque lustri, le cosche della Locride, hanno coltivato rapporti criminali privilegiati, stretto patti e contribuito a stabilire un asse del traffico della droga tra i più efficaci con reti criminali sarde, come emerso non solo dall’indagine del 2005, denominata Santa Barbara, che rivelò un’alleanza tra la ‘ndrina calabrese dei Nirta e gruppi criminali di Cagliari, Nuoro e Oristano, ma anche dall’operazione del Ros dei carabinieri di Cagliari del Febbraio 2019 che rivelò un “matrimonio” per la “transumanza” della “neve bianca” ormai da quasi quarant’anni fra la Sardegna criminale e il cuore della Locride con a capo le cosche potenti di San Luca e infine sanciti da diverse Relazioni Semestrali al Parlamento della Direzione Investigativa Antimafia.

La produzione avviene con tecniche molto sofisticate.

Marijuana prodotta in Sardegna da sardi a quantità industriali, con tecniche sofisticatissime e con piante geneticamente modificate per aumentare l’efficacia del prodotto, in cambio di cocaina; soldi, fiumi di denaro, derivati da assalti ai caveau e ai furgoni portavalori, in cambio di armi e cocaina, legami familiari in cambio di lealtà.

I traffici illeciti della ‘N’drangheta.

Però, non solo traffici illeciti dell ‘Ndrangheta, ma anche quelli della mafia nigeriana e criminalità albanese, operanti stabilmente sulla Penisola con proiezioni ramificate affaristiche nell’Isola. In particolare la mafia balcanica opera, con una struttura di tipo non verticistico ma basata su cd cerchi concentrici, fiorente nello stringere sodalizi, dediti al reperimento di cocaina e eroina, con networks criminali sardi, dediti alla vendita. L’operazione di questi giorni, denominata “Termine”, dei carabinieri del Comando provinciale, della Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari e della Sezione Operativa dei CC di Carbonia, ne è la controprova.

Una completa riconversione criminale.

In sostanza, si registra una completa riconversione criminale da parte della malavita sarda tradizionale: il tratto finale del narcotraffico, a livello internazionale, nazionale e sardo, è quello di grandi profitti riciclati nelle attività economiche lecite dell’isola, soprattutto legate al settore immobiliare e turistico, di inquinamento del tessuto socio-economico e di autoalimentazione del business della droga creando ulteriori fiumi di denaro, conseguenza esponenziale del consumo.

Informazioni su Angelo Azara 11 Articoli
Mi chiamo Angelo Azara e sono analista in geopolitica, intelligence e sicurezza, sia a livello nazionale sia internazionale. Nel corso della mia attività ho maturato competenze approfondite anche nel campo della criminalità organizzata, che studio con particolare attenzione per comprenderne dinamiche, evoluzioni e impatti sui contesti istituzionali e sociali. Mi occupo di analisi e interpretazione di scenari complessi, con l’obiettivo di offrire chiavi di lettura utili a comprendere le trasformazioni in atto e le possibili implicazioni per la sicurezza.