Il Vangelo di domenica 1 giugno, lettura e commento di don Alejandro

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Il Vangelo di domenica 1 giugno 2025.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,46-53
Domenica 1 giugno 2025

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”.
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

La riflessione di don Alejandro Garcia Quintero.

“Se ne tornarono pieni di gioia”. Come è possibile che Gesù se ne va e i discepoli sono “pieni di gioia”? Mi fa pensare a quando da adolescente tornavo a Cuba per le vacanze e dopo un po’ di settimane dovevo rientrare in Sardegna. I miei facevano una piccola festicciola con una bella cena alla vigilia della partenza e non si capiva se erano contenti perché me ne andavo o del fatto che eravamo stati insieme. Nel caso dei discepoli la gioia era tale ed era tanta perché il Signore diventa “invisibile” ai loro occhi, ma invisibile non è sinonimo di assente.

Quante cose sembrano lontane da noi e dai nostri occhi, quante cose sono invisibili eppure siamo certi che esistano, ci sono e ne sentiamo gli effetti. La Chiesa non vive solo “nell’attesa della venuta finale del Signore” perché in realtà non se ne è mai andato. È questa la cosa bella e gioiosa dell’essere cristiani: nascono per affermare una presenza reale e meravigliosa e di essa vediamo gli effetti laddove i suoi insegnamenti si concretizzano in volti, parole e azioni di chi vive il Vangelo santamente, dagli onori degli altari ai santi nascosti nei nostri piccoli paesi. Il Signore risorto, nostra gioia, ci aiuti a essere testimonianza viva della sua presenza gloriosa, sino alla fine dei tempi.

Informazioni su Alejandro Garcia Quintero 63 Articoli
Mi chiamo don Alejandro Garcia Quintero e sono sacerdote cattolico dell'arcidiocesi di Oristano. Vivo la mia vocazione servendo le comunità come parroco di San Costantino Magno a Siamaggiore, di Maria Vergine Assunta a Massama e di San Giacomo Apostolo a Nuraxinieddu, e come rettore di Santa Maria in Pardu Nou. Ogni giorno accompagno i fedeli nella preghiera, nella fede e nella vita comunitaria, cercando di portare conforto e guida spirituale. La mia missione è essere presente nelle gioie e nelle difficoltà della gente, testimoniando con la vita l’amore di Dio. Vivere questa responsabilità mi riempie di gratitudine e di dedizione totale al Signore e alla sua Chiesa.