Stallo sul rinnovo dei contratti, la delusione dei carabinieri

Carabinieri

La delusione dei carabinieri sul rinnovo dei contratti.

La trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro del Comparto Sicurezza è in una fase di impasse, alimentando un crescente malcontento tra i carabinieri. Il nodo principale è legato alla perdita del potere d’acquisto, che ha reso urgente un intervento economico per ristabilire condizioni dignitose per i lavoratori. Tuttavia, l’accordo non arriverà prima del 31 ottobre, lasciando le sigle sindacali in una situazione critica.

Molti carabinieri si sentono lasciati soli.

I sindacati di categoria si trovano al centro delle polemiche per non aver saputo fare fronte comune e per aver accettato una separazione dei tavoli delle trattative, definita “inopportuna e dannosa”. Inoltre, la mancanza di proposte normative concrete per migliorare le condizioni di lavoro aggrava la situazione, con molti carabinieri che si sentono lasciati soli in questo delicato frangente.

La gestione non sembra portare ad alcun miglioramento.

La critica principale è rivolta alle sigle sindacali, guidate da ex membri del Consiglio Centrale di Rappresentanza (Cocer), accusate di incapacità gestionale e di accettare passivamente le proposte governative. La gestione delle trattative viene paragonata a quella della rappresentanza militare (R.M.), una gestione che non sembra portare ad alcun reale miglioramento.

La scelta dei sindacati di non avvalersi dell’esperienza delle forze di polizia.

Un ulteriore elemento di preoccupazione è rappresentato dalla scelta dei sindacati di non avvalersi dell’esperienza delle forze di polizia ad ordinamento civile, che hanno dimostrato come ottenere vantaggi anche senza dipendere strettamente da stanziamenti economici. Le sigle rappresentano solo un terzo dei carabinieri, ma chiudono accordi che influiscono anche sui restanti due terzi, lasciando l’intero corpo insoddisfatto.

Al centro delle richieste i miglioramenti nei contratti dei carabinieri.

Il movimento sindacale militare è ancora agli inizi, ma per i firmatari del comunicato, tra cui Luigi Pettineo, Giuseppe Di Grazia, Gianluca Tondo, Federico Menichini e Franco Russo, è necessaria una vera rivoluzione nel metodo e nella leadership per ottenere risultati concreti. La morsa dell’inflazione, infatti, pesa sulle spalle di moltissimi Carabinieri, rendendo improrogabile la chiusura di questa tornata contrattuale per poi avviare immediatamente le trattative relative al triennio 2025-2027.

L’appello diretto ai carabinieri.

Posticipare ulteriormente il raggiungimento di un accordo rischia di danneggiare non solo l’immagine delle sigle sindacali, ma anche il morale di coloro che ogni giorno garantiscono la sicurezza del Paese. Il comunicato si conclude con un appello diretto ai carabinieri: è tempo di una seria presa di posizione e di una valutazione concreta nella scelta dei propri rappresentanti sindacali. Le richieste sono chiare. Chiudere le trattative al più presto, adeguare le indennità operative e retribuire il lavoro straordinario degli ultimi anni.

Informazioni su Pietro Serra 1.714 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.