Prosegue il processo sul caso che vede coinvolto Cristian Cocco.
Un caso giudiziario intricato vede l’ex inviato di Striscia la notizia, Cristian Cocco, accusato di estorsione. Secondo il pubblico ministero Andrea Chelo, Cocco avrebbe preteso 62mila euro dai suoi collaboratori, Noris Antonio Massimo Aversano e Krisztina Henriette Papp, minacciandoli di compromettere la loro carriera.
Ribaltata l’accusa dalla difesa del noto cabarettista.
La difesa, guidata dall’avvocata Cristina Puddu, ha capovolto la narrazione. Cocco non è il carnefice, ma la vittima. Secondo il legale, Aversano avrebbe orchestrato una macchinazione per screditare il cabarettista, mosso dall’invidia e dal desiderio di sostituirlo all’interno del programma satirico.
L’avvocato ha sottolineato che non esistono prove.
L’udienza di difesa ha contestato l’accusa di estorsione, affermando che i trasferimenti di denaro verso Cocco erano destinati a un fondo comune per nuove produzioni artistiche, non frutto di coercizione. Puddu ha sottolineato che non esistono prove, se non le parole di Aversano, la cui ex moglie, testimone chiave, non è mai comparsa in aula.
La sentenza sul caso Cristian Cocco arriverà a inizio dicembre.
Intanto, la carriera di Cocco sarebbe stata distrutta dalla denuncia visto che da quel momento è stato escluso dal mondo televisivo. L’avvocato ha chiesto non solo l’assoluzione del suo assistito, ma anche un processo contro Aversano per presunta calunnia. La sentenza, che potrebbe ribaltare l’intera vicenda, sarà emessa il 6 dicembre.
