Don Paolino Fancello avrà una piazza nel cuore di Bosa

Don Paolino Fancello

Il Comune di Bosa vuole intitolare una piazza a don Paolino Fancello.

Una piazza di Bosa potrebbe presto portare il nome di don Paolino Fancello, sacerdote per molti anni alla guida della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e figura profondamente legata alla vita della comunità. La Giunta comunale ha approvato all’unanimità l’avvio dell’iter per intitolargli lo spazio antistante la chiesa parrocchiale. La decisione è stata formalizzata con la deliberazione numero 100 del 17 agosto 2026, adottata dall’esecutivo guidato dal sindaco Alfonso Marras. L’obiettivo dell’amministrazione è dedicare a don Fancello un luogo strettamente connesso alla sua lunga esperienza pastorale e al rapporto costruito nel corso degli anni con la città.

L’impegno del sacerdote a favore delle diverse realtà del territorio.

Nato a Sedilo il 15 settembre 1942, don Paolino Fancello è morto a Nuoro il 9 marzo scorso. Per una parte significativa della sua vita sacerdotale è stato parroco del Sacro Cuore, svolgendo un’attività che non si è limitata all’ambito religioso. Il suo impegno ha infatti coinvolto anche l’educazione, lo sport e diverse iniziative rivolte soprattutto alle nuove generazioni. Tra le esperienze che hanno caratterizzato la sua presenza a Bosa figurano la fondazione della Polisportiva Calmedia e quella di Radio Planargia. Due realtà nate con l’intento di creare occasioni di aggregazione, partecipazione e crescita e che hanno accompagnato negli anni numerosi giovani della comunità. L’impegno profuso da don Paolino rappresenta uno degli elementi alla base della scelta dell’amministrazione comunale. La Giunta ha infatti motivato l’iniziativa richiamando lo spirito di servizio e la dedizione dimostrati dal sacerdote nel corso della sua attività a Bosa, riconoscendogli un ruolo di riferimento per diverse generazioni.

Il percorso amministrativo per intitolare una piazza a don Paolino Fancello a Bosa.

L’intitolazione, tuttavia, dovrà seguire un percorso amministrativo particolare. La normativa italiana prevede infatti che strade, piazze e altri luoghi pubblici non possano essere ordinariamente dedicati a persone decedute da meno di 10 anni. Per questo motivo il Comune ha scelto di ricorrere alla procedura prevista per i casi eccezionali. La Giunta ha deliberato di chiedere al Prefetto di Nuoro l’autorizzazione in deroga, necessaria per poter procedere all’intitolazione nonostante il mancato rispetto del periodo ordinario previsto dalla legge 23 giugno 1927, numero 1188.

Lo spazio è quello davanti alla chiesa parrocchiale del Sacro Cuore.

La denominazione individuata dall’amministrazione è “Piazza Don Paolino Fancello”. Lo spazio interessato è quello situato davanti alla chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, un luogo particolarmente significativo proprio alla luce degli anni trascorsi dal sacerdote all’interno della comunità parrocchiale. La deliberazione è stata approvata all’unanimità. Alla riunione della Giunta hanno preso parte, oltre al sindaco Alfonso Marras, il vicesindaco Federico Ledda e gli assessori Maura Marongiu, Marco Naitana e Laura Masala. Alla seduta ha partecipato anche il segretario comunale Alessandro Murana.

Si attende il via libera dalla Prefettura di Nuoro.

L’atto è stato dichiarato immediatamente eseguibile, considerata l’urgenza di procedere con gli adempimenti necessari. Il prossimo passaggio sarà quindi l’invio della richiesta alla Prefettura di Nuoro, alla quale spetterà valutare la concessione dell’autorizzazione straordinaria. Soltanto dopo il via libera prefettizio potrà proseguire l’iter per rendere ufficiale la nuova denominazione. Se la deroga sarà concessa, la piazza davanti al Sacro Cuore diventerà così un segno permanente del legame tra don Paolino Fancello e Bosa, a pochi mesi dalla sua scomparsa.

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Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.