
Il lutto cittadino a Bosa per la morte di don Paolino Fancello.
Lutto cittadino a Bosa per la scomparsa di don Paolino Fancello, spentosi ieri all’età di 83 anni all’ospedale San Francesco di Nuoro, dove era stato trasferito in seguito alle conseguenze di una caduta.
Bosa si unisce nel ricordo di don Paolino Fancello proclamando il lutto cittadino.
Il Comune di Bosa, guidato dal sindaco Alfonso Marras, ha voluto manifestare il proprio cordoglio proclamando una giornata di lutto cittadino. La decisione è stata assunta per rendere omaggio a una figura che, per decenni, ha rappresentato un riferimento spirituale e umano per numerose generazioni. La giornata di lutto è stata fissata per mercoledì 11 marzo, in coincidenza con i funerali che si svolgeranno a Sedilo, il paese natale del sacerdote. Il provvedimento di lutto cittadino prevede, come avviene in queste circostanze, l’esposizione delle bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici e un invito alla cittadinanza a unirsi simbolicamente al momento di commemorazione. L’iniziativa intende esprimere la riconoscenza della città verso un sacerdote che ha segnato profondamente la vita della comunità locale.
Le parole del sindaco Alfonso Marras.
Il primo cittadino ha ricordato il ruolo svolto da don Paolino nel tessuto sociale e religioso del territorio. “Don Paolino è stato per tutti un punto di riferimento spirituale, umano e sociale. Con il suo servizio pastorale, con la sua attività nel mondo dello sport, della cultura e del sociale, con la creazione di Radio Planargia e della società sportiva Calmedia calcio, ha accompagnato generazioni di giovani e di fedeli, promuovendo e portando avanti valori di solidarietà, dialogo e attenzione verso le persone più fragili – ha affermato il sindaco Alfonso Marras -. In questo momento di dolore, esprimiamo sincera vicinanza ai familiari, alla diocesi, alla comunità parrocchiale e a tutti coloro che hanno condiviso con lui esperienze di vita che rimarranno indelebili. Resterà il profondo ricordo del suo impegno, della sua umiltà, della sua bontà, della sua testimonianza di fede e della dedizione con cui ha svolto il suo ministero”.
Chi era don Paolino Fancello.
Originario di Sedilo, dove era nato nel 1943, don Paolino Fancello aveva intrapreso il cammino sacerdotale dedicandosi fin dall’inizio in modo particolare ai giovani e alle realtà sociali più fragili. Nel corso della sua lunga attività pastorale aveva operato in diversi centri della Planargia, diventando nel tempo una figura molto conosciuta non solo nell’ambito ecclesiale ma anche nella vita culturale e sportiva del territorio. Negli ultimi anni del suo ministero aveva svolto il ruolo di parroco nella parrocchia del Sacro Cuore a Bosa, incarico concluso circa 5 anni fa. Prima di allora aveva trascorso oltre vent’anni a Tresnuraghes, dove aveva consolidato un rapporto stretto con la popolazione locale, promuovendo numerose iniziative rivolte soprattutto ai giovani e alle famiglie.
Tra i progetti più importanti legati al suo nome spicca la fondazione di Radio Planargia, una realtà nata con l’obiettivo di creare uno spazio di comunicazione e partecipazione per il territorio. La radio, avviata nei primi anni del suo sacerdozio, è diventata nel tempo uno strumento importante per la diffusione di iniziative culturali, religiose e sociali, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza della cittadinanza. Accanto all’impegno pastorale e culturale, don Paolino aveva dedicato grande attenzione anche allo sport come strumento educativo. In questo contesto aveva promosso la nascita della società calcistica Calmedia a Bosa, iniziativa pensata per offrire ai ragazzi un’opportunità di crescita attraverso il gioco di squadra e i valori dello sport. Per molti giovani del territorio quella esperienza rappresentò un punto di riferimento importante, capace di coniugare attività sportiva e formazione umana.
I funerali a Sedilo e il lutto cittadino a Bosa.
La salma si trova da ieri nella camera mortuaria dell’ospedale di Nuoro e in serata sarà trasferita nella chiesa di Santa Croce a Sedilo, il paese in cui era nato. Le esequie saranno celebrate mercoledì 11 marzo alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, sempre a Sedilo. Nella stessa giornata il paese natale accoglierà l’ultimo saluto al sacerdote, mentre a Bosa la proclamazione del lutto cittadino rappresenterà il segno ufficiale con cui la città renderà omaggio alla sua memoria e al ruolo svolto nel corso degli anni nella vita religiosa, sociale e culturale del territorio. La presenza annunciata di fedeli, amministratori e cittadini conferma il ricordo lasciato dal suo lungo servizio nella Planargia e il legame costruito con le comunità in cui aveva operato.

