Delitto a Bosa, in ospedale il 42enne accusato di omicidio

Via Giovanni Antonio Pischedda, Bosa Omicidio

In ospedale Paolo Pinna responsabile del delitto del padre a Bosa.

La Procura di Oristano ha ordinato l’esecuzione dell’autopsia sul corpo di Giuseppe Pinna, il pensionato di 78 anni morto giovedì scorso a Bosa in seguito al delitto compiuto dal figlio. L’esame autoptico, affidato al medico legale Roberto Demontis, verrà effettuato nella giornata odierna a Cagliari e i suoi esiti sono attesi per contribuire a chiarire con maggiore precisione la dinamica degli eventi che hanno condotto alla morte dell’anziano.

La ricostruzione del delitto avvenuto a Bosa.

Secondo le prime ricostruzioni emerse dalle indagini, tutto ha avuto origine poco dopo l’ora di pranzo nella casa di via Giovanni Antonio Pischedda, quando tra Paolo Pinna, 42enne residente a Bosa, e il padre Giuseppe si è sviluppata una breve discussione. In quel frangente, Paolo Pinna ha impugnato un cacciavite e ha inferto ripetuti colpi al genitore, lasciandolo esanime sul pavimento. La madre, che si trovava all’interno dell’abitazione, ha udito le urla provenienti dalla stanza e si è precipitata sul posto, trovandosi davanti alla scena della tragedia. Senza indugio ha allertato i soccorsi del 118. Al loro arrivo, le condizioni di Giuseppe Pinna risultavano già disperate. Gli operatori sanitari hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso Areus, che è arrivato a Bosa per trasportare il ferito all’ospedale San Francesco di Nuoro, ma il pensionato è morto durante il trasferimento, tra le braccia dei soccorritori, senza riprendere conoscenza.

I carabinieri hanno trasferito l’omicida dal carcere all’ospedale di Oristano.

I carabinieri della Compagnia di Macomer hanno fermato Paolo Pinna, assistito dall’avvocata Federica Largiu, all’interno dell’abitazione dove si era appena consumato l’omicidio, subito dopo i fatti. L’uomo, che da tempo soffre di un disagio psichico e segue un percorso terapeutico presso la Asl di Oristano, è stato poi trasferito nel carcere di Uta. Tuttavia, nella mattinata di ieri, le sue condizioni di salute si sono rivelate tali da rendere necessario un trasferimento urgente presso l’ospedale San Martino di Oristano. Qui Paolo Pinna si trova ora sotto stretta osservazione dei medici e rimane piantonato dai carabinieri.

La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Giuseppe Pinna.

Parallelamente alle cure prestate a Paolo Pinna, gli inquirenti proseguono il lavoro per ricostruire ogni dettaglio del tragico episodio. L’autopsia disposta dalla Procura di Oristano rappresenta uno degli atti centrali di questa fase investigativa. L’intervento del medico legale Roberto Demontis a Cagliari è finalizzato non solo ad accertare le cause esatte del decesso, ma anche a fornire elementi utili per delineare con esattezza la sequenza dei gesti compiuti durante l’aggressione. I risultati dell’esame saranno infatti messi a disposizione degli investigatori per completare il quadro probatorio.

Un tassello fondamentale per fare chiarezza sull’intera vicenda.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Oristano, si concentrano ora sull’acquisizione di tutti gli elementi necessari a comprendere le circostanze che hanno preceduto e accompagnato il fatto. L’esame autoptico di oggi a Cagliari costituirà un tassello fondamentale in questo percorso. Nel frattempo, Paolo Pinna rimane ricoverato sotto osservazione medica all’ospedale San Martino di Oristano, dove i medici valutano costantemente il suo stato di salute. Il 42enne è apparso particolarmente provato al momento del trasferimento, circostanza che ha reso indispensabile il passaggio dal carcere all’ambiente ospedaliero.

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Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.