
Il caso delle pale eoliche vicino Santa Cristina di Paulilatino.
Un progetto di 9 pale eoliche minaccia il paesaggio nuragico di Paulilatino, nei pressi di Santa Cristina, mentre la Soprintendenza resta inerte. A sollevare l’allarme è Mauro Pili, ex presidente della Regione Sardegna e giornalista, che denuncia il silenzio delle istituzioni di ogni grado di fronte alla possibile installazione che rischia di deturpare un patrimonio archeologico di inestimabile valore.
Le opposizioni contro le pale eoliche di Sorgenia a Paulilatino.
“I termini per la presentazioni delle opposizioni contro le 9 pale che Sorgenia vorrebbe piazzare davanti al Pozzo Sacro di Santa Cristina e altre decine di straordinarie emergenze archeologiche sono scadute il 3 giugno scorso, ma l’unica presentata è la mia, con l’anticipo di esposto alla Procura della Repubblica su quel che sta accadendo su quel progetto – ha affermato Pili -. È gravissimo il silenzio della Soprintendenza di Stato che non ha mai presentato in tutto l’iter progettuale nemmeno un parere, nonostante si tratti di una delle aree archeologiche più importanti della Sardegna, con cantieri anche a 150 metri da nuraghi e siti archeologici. Scandalose anche le relazioni archeologiche del progetto con valutazioni che dovranno essere sottoposte a soggetti terzi, proprio in virtù del grave pericolo che corrono nuraghi, compendi e villaggi nuragici compresi a decine in tutta l’area interessata da questo scempio”.
Una serie di intrecci e collaborazioni poco chiare.
Secondo l’ex presidente, vi sarebbero una serie di intrecci e collaborazioni di varia natura. Alla luce dei documenti disponibili, questi verranno sottoposti all’attenzione dell’autorità giudiziaria affinché ne valuti i possibili risvolti legali.
L’opposizione di Mauro Pili pubblicata nel sito del ministero dell’Ambiente.
“Il progetto presenta gravissime interferenze con l’intero patrimonio archeologico della zona. Viene omessa la gravissima interferenza con il villaggio di Santa Cristina e il suo celebre Pozzo Sacro. Risultano gravissime omissioni nel progetto e nei pareri. Si è ritenuto di presentare apposito esposto alla Procura della Repubblica di Oristano, richiamando anche il mancato parere della soprintendenza competente. Appare evidente anche un conflitto di interessi tra progettisti e la Regione Sardegna”.

