La polemica sulla libertà dei giovani alla Sartiglia di Oristano.
La Consulta Giovani di Oristano si oppone all’interpretazione della partecipazione giovanile alla Sartiglia proposta nell’articolo pubblicato da un quotidiano locale, ritenendola una visione restrittiva e incompatibile con i principi di libertà e autonomia che devono caratterizzare l’evento.
La posizione della Consulta Giovani di Oristano.
“La Sartiglia rappresenta un momento di festa e tradizione in cui i giovani devono poter vivere l’atmosfera della manifestazione nel modo che ritengono più opportuno, senza che venga loro assegnato un luogo prestabilito o imposto un percorso obbligato. L’idea di indirizzarli verso un’unica area, come se dovessero essere guidati in massa, è inaccettabile e contraria a ogni principio di libertà individuale. Ogni ragazzo ha il diritto di scegliere dove trascorrere la Sartiglia, sempre nel rispetto delle regole e della convivenza civile”, affermano dalla Consulta Giovani di Oristano.
La libertà di decidere dove andare.
La Consulta Giovani ha dovuto accettare lo spazio in via Emilio Lussu come punto di ritrovo per chi lo desidera, senza imporre alcun obbligo di frequentazione. Perciò affermano che non intendono in alcun modo imporre limitazioni o condizionare le scelte dei ragazzi, lasciando a ciascuno la libertà di decidere in autonomia.
Da sempre impegnata nella promozione di un divertimento sano e responsabile, la Consulta organizza dal 2016 il palco di piazza Roma, un’iniziativa che offre spazio ai giovani artisti locali affiancati da talenti regionali e nazionali. “Un evento che ogni anno si distingue per il suo ambiente sicuro e accogliente, senza bisogno di restrizioni o divieti imposti dall’alto – ribadiscono dalla Consulta -. Di fronte a ogni tentativo di limitare la libertà dei ragazzi o di strumentalizzarne la partecipazione, ribadiamo con fermezza il nostro dissenso e invitiamo tutti a vivere la Sartiglia con lo spirito autentico che da sempre anima la manifestazione, all’insegna della tradizione, del rispetto e della festa condivisa”.
