Lo scontro sul futuro dell’ex carcere di piazza Manno a Oristano.
Torna al centro del dibattito pubblico la vicenda dell’ex carcere di piazza Manno a Oristano, considerato da storici e associazioni culturali un bene identitario di straordinario valore per la memoria collettiva della Sardegna. Oristano Nascosta e il Centro Studi Senatore Lucio Abis, durante un incontro organizzato nei giorni scorsi, hanno denunciato la presunta violazione dell’articolo 14 dello Statuto sardo, che prevede il trasferimento alla Regione dei beni statali dismessi.
Le parole del presidente di Oristano Nascosta sull’ex carcere.
A sollevare la questione è stato Marco Piras, presidente di Oristano Nascosta. Ha accusato lo Stato di voler aggirare la normativa per riprendersi l’immobile attraverso un concorso di idee promosso dal Demanio e dalla Prefettura. “L’immobile è stato dismesso dallo Stato e deve tornare alla Regione, per essere affidato al Comune e restituito alla collettività”, ha dichiarato, definendo l’operazione in corso “un esproprio dei diritti dei sardi”.
Proposta una destinazione culturale.
Ha preso posizione anche l’ex sindaco Pietro Arca, che ha ricordato come l’edificio rientrasse nel piano di valorizzazione dei centri storici firmato nel 2001 con altre sette città regie. “Quel luogo deve avere una destinazione culturale, non può diventare un semplice ufficio statale”, ha detto.
Il ricorso al presidente della Repubblica.
Il presidente del Consorzio Uno, Gian Valerio Sanna, ha annunciato un imminente ricorso al presidente della Repubblica se la Regione non interverrà per tutelare il proprio diritto: “Quell’atto viola una norma costituzionale, oltre che la dignità del popolo sardo”, ha affermato, ricordando l’invio di una Pec alla Regione e alla Corte dei Conti.
La distinzione tra l’ex carcere e la Reggia Giudicale di Oristano.
Durissimo l’intervento dell’ex sindaco Guido Tendas: “Se il Comune stabilisce che lì non devono esserci uffici, non ce ne devono andare. Il Comune rappresenta la Repubblica tanto quanto la Prefettura”, ha detto, accusando Demanio e Prefettura di aver preso decisioni senza alcun confronto reale: “Quello non è l’ex carcere, è la reggia giudicale”.
Il sostegno del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.
A sostegno della mobilitazione anche il presidente della Commissione Bilancio e consigliere regionale Movimento 5 Stelle Alessandro Solinas: “La battaglia che avete intrapreso è giustissima. Quando viene violata una legge della Regione mi ribolle il sangue”, ha dichiarato, assicurando l’impegno della Giunta.
Il significato simbolico del sito.
Il portavoce del movimento Ainnantis, Franciscu Sedda, ha sottolineato il significato simbolico del sito: “Oristano è la capitale antica della Sardegna libera, il luogo dove è nata una classe dirigente e dove si è realizzato uno Stato. Liberare questo spazio significa liberare anche lo spirito d’indipendenza che vi è custodito”.
Il ricordo di un’epoca gloriosa.
Lo studioso Paolo Sanna ha suggerito una soluzione alternativa, proponendo di realizzare la nuova sede della Prefettura nell’ex caserma del Rud, con un investimento minore e tempi più brevi. Sebastiano Chighini ha infine evidenziato la necessità di uno studio approfondito sulla storia dell’edificio, auspicando una maggiore consapevolezza del suo valore storico: “Questa è la sua debolezza, ma anche il ricordo di un’epoca gloriosa”.
