Oristano celebra San Camillo, patrono della Sanità Militare

La festa di San Camillo a Oristano.

Sabato, nella chiesa di San Paolo a Oristano, si è tenuta una solenne funzione liturgica in memoria di San Camillo de Lellis, patrono della Sanità Militare e del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. La cerimonia, presieduta da don Matteo Ortu, è stata organizzata dal Corpo Militare Volontario e dalle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana di Oristano.

Una grande figura all’interno della Chiesa cattolica.

San Camillo de Lellis, una figura straordinaria nella storia della Chiesa Cattolica, è venerato come patrono degli infermieri, degli ospedali e dei malati. Nato a Bucchianico, vicino a Chieti, nel 1550 in una ricca famiglia italiana, la sua vita iniziale fu segnata da difficoltà e instabilità. Dopo aver servito come soldato e combattuto una lunga battaglia contro il vizio del gioco d’azzardo, in povertà sentì la chiamata del Signore. Qui trovò la sua vera vocazione nella cura dei malati. L’esperienza di San Camillo negli ospedali lo colpì profondamente, soprattutto per le condizioni disumane in cui venivano trattati i malati. Mosso da una compassione, decise di dedicare la sua vita a migliorare le condizioni dei malati e fornire loro cure fisiche e conforto spirituale.

L’impegno a favore degli ammalati.

Una delle sue innovazioni più significative fu l’introduzione di standard elevati di assistenza sanitaria, ponendo l’accento sull’igiene e sul rispetto per la dignità umana. Inoltre, San Camillo fu un pioniere nell’assistenza sanitaria d’urgenza, organizzando squadre di soccorso per aiutare le vittime di epidemie e disastri naturali. Alla sua morte, il 14 luglio 1614 a Roma, l’Ordine dei Camilliani, da lui fondato, gestiva già 14 conventi e 8 ospedali. Beatificato il 7 aprile 1742 da Benedetto XIV e canonizzato il 29 giugno 1746, San Camillo fu proclamato “Protettore particolare della sanità militare italiana” da Paolo VI nel 1974.

Un esempio luminoso di come la fede possa ispirare opere di misericordia.

Durante la cerimonia, il capitano Stefano Mocci Demartis del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana ha sottolineato che la vita di San Camillo de Lellis è un esempio luminoso di come la fede possa ispirare opere di misericordia e di come un singolo individuo possa fare una differenza duratura nel mondo. La sua eredità continua a vivere attraverso l’Ordine dei Camilliani e attraverso coloro che, seguendo l’esempio, si dedicano con amore alla cura dei malati. San Camillo si ricorda non solo come un santo, ma come un simbolo di speranza e di dedizione instancabile al servizio degli altri affinché possa ispirare a essere sempre pronti ad aiutare chi è nel bisogno, con cuore aperto e a mani tese.

Le presenze alla cerimonia in onore di San Camillo a Oristano.

Alla cerimonia hanno presenziato il Prefetto di Oristano, dottor Salvatore Angieri, e numerose autorità civili e militari, tra cui rappresentanti dei carabinieri, della Guardia di Finanza, del 5° Reggimento Genio Guastatori e della Capitaneria di Porto, oltre alle rappresentanze locali del Corpo Militare Volontario, delle Infermiere Volontarie e dei volontari della Croce Rossa Italiana.

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