L’affondo del consigliere comunale Locci su Meloni e Todde.
Il consigliere comunale Sergio Locci, esponente della lista Aristanis, ha espresso forti critiche nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde. Il motivo del suo disappunto è l’accordo recentemente siglato per lo Sviluppo e la Coesione della Sardegna, che prevede un investimento di 3,55 miliardi di euro per 294 interventi strategici in settori vitali come infrastrutture, sanità e istruzione. Nonostante l’importanza dell’intesa, Locci ha sottolineato un elemento di grande preoccupazione: l’assenza di interventi per l’Oristanese, un’area che, a suo avviso, è stata ingiustamente trascurata in un piano altrimenti ambizioso.
Oristano quasi dimenticata nell’accordo tra Governo e Regione.
“Le risorse destinate al piano si concentrano prevalentemente su Sassari e Cagliari – esordisce Locci -. La Metrotranvia di Sassari riceve 58 milioni di euro, mentre 182 milioni andranno alla viabilità provinciale. E per Oristano? Nulla. Nessun investimento mirato per migliorare le infrastrutture stradali o ferroviarie, lasciando la provincia sempre più isolata dal resto dell’isola. Anche sul fronte sanitario e dell’edilizia pubblica, il quadro non cambia. I fondi continuano a rafforzare i poli di Sassari e Cagliari, mentre Oristano, già pesantemente colpita dal depotenziamento dei servizi pubblici negli ultimi decenni, rimane senza risorse per rilanciare la sanità locale o migliorare l’edilizia pubblica”.
L’economia fragile della provincia avrebbe bisogno di interventi urgenti.
Secondo il consigliere comunale, l’economia fragile della provincia avrebbe bisogno di interventi urgenti per la riqualificazione urbana e il potenziamento delle infrastrutture turistiche. “Ancora una volta l’Oristanese sembra essere ignorato. Le domande sorgono spontanee: perché la Provincia di Oristano non ha ottenuto fondi? Perché chi dovrebbe rappresentare il nostro territorio nelle istituzioni non si batte per colmare queste disparità? La risposta sembra evidente: qualcuno ha deciso che la nostra provincia deve rimanere l’ultima ruota del carro. Oristano e i suoi cittadini sono stati trattati come cittadini di serie B, se non di serie C, e questo non possiamo accettarlo”.
